Inverno 2026
🌍 Inverno 2026 – “TRA DINAMICHE ATLANTICHE E INCERTEZZE STRATOSFERICHE”
Inverno 2026 – Proiezioni stagionali e quadro teleconnettivo (La Niña, NAO/AO, QBO) con focus su Italia e Lombardia
🛰️ Ultimo aggiornamento:
24 gennaio 2026
– 👉 Inverno 2026 – Assetto circolatorio e prospettive stagionali
🌍 Rubrica sulle tendenze climatiche stagionali in Italia
❄️ INVERNO 2026 – Previsioni e Tendenze in Italia e Nord Italia
📍 Aggiornamento a cura della redazione meteo
Le proiezioni stagionali integrano ensemble modellistici ECMWF e GFS/CFS, il riferimento climatologico 1991–2020 e i principali indici teleconnettivi emisferici (ENSO, NAO, AO, QBO), con validazione sul dataset locale MeteoCantù 2007–2025, utile per contestualizzare le anomalie sul Nord Italia e sulla Lombardia.
📊 Scenario generale – INVERNO 2026 (fase in corso)
L’inverno 2026 si sta sviluppando in un contesto dinamico ma complessivamente a bassa resa fredda, caratterizzato da una circolazione atlantica spesso zonale sul comparto euro-mediterraneo.
Il getto polare risulta mediamente teso alle medie latitudini, favorendo:
- passaggi perturbati rapidi,
- fasi ventilate post-frontali,
- brevi rimonte anticicloniche,
senza l’instaurarsi di configurazioni di blocco persistenti né di irruzioni fredde durature sul bacino mediterraneo.
Il quadro barico in atto suggerisce una stagione sbilanciata temporalmente, con una prima parte dell’inverno poco incisiva sotto il profilo termico e una maggiore attenzione rivolta all’evoluzione della seconda metà stagionale.
🌐 Quadro teleconnettivo – Assetto invernale aggiornato
L’analisi degli indici teleconnettivi mostra una configurazione coerente con una fase iniziale prevalentemente oceanica:
- ENSO → presenza di una La Niña debole (CP), in progressivo decadimento, associata a una maggiore variabilità del flusso atlantico ma non automaticamente favorevole a irruzioni fredde persistenti sull’Europa;
- NAO/AO → indici prevalentemente neutri o debolmente positivi, indicativi di una circolazione zonale attiva, con getto teso e passaggi perturbati rapidi;
- QBO → fase negativa (QBO−), fattore che nel medio periodo può aumentare la vulnerabilità del Vortice Polare a disturbi d’onda;
- Vortice Polare → condizionato da un recente Canadian Warming, con dislocamento del nucleo freddo verso il settore nordamericano e risposta europea più mitigata;
- Circolazione Brewer–Dobson → parametro chiave da monitorare: un suo eventuale rafforzamento potrebbe favorire un raffreddamento stratosferico più marcato e aumentare la probabilità di disturbi del VP nella parte finale dell’inverno.
👉 Sintesi teleconnettiva
L’inverno 2026 risulta avviato sotto una dominanza zonale atlantica, con il freddo più intenso confinato alle alte latitudini e al Nord America, e con margini di cambiamento affidati a eventuali riassetti stratosferici più avanti nella stagione.
L’inverno 2026 risulta avviato sotto una dominanza zonale atlantica, con il freddo più intenso confinato alle alte latitudini e al Nord America, e con margini di cambiamento affidati a eventuali riassetti stratosferici più avanti nella stagione.
📌 Implicazioni per Lombardia e Nord Italia – fase invernale in corso
Precipitazioni
- Attività perturbata più frequente sui settori alpini e prealpini, specie nelle fasi di flusso occidentale.
- Pianure spesso interessate da pause asciutte, fenomeni rapidi o passaggi poco produttivi.
Temperature
- Valori generalmente in linea o lievemente superiori alla media climatologica.
- Raffreddamenti temporanei legati a passaggi frontali o affondi nord-occidentali, senza ondate di freddo strutturate e persistenti.
Pattern dominante
- Prevalenza di impulsi atlantici veloci.
- Episodiche condizioni favoniche sul Nord-Ovest e sulle valli alpine.
- Scarsa continuità di condizioni pienamente invernali in pianura.
🔮 Evoluzione dell’INVERNO 2026 – Prospettive stagionali
L’inverno 2026 appare diviso in fasi:
- Prima parte della stagione: dinamica ma poco fredda, con zonalità prevalente e irruzioni fredde episodiche e di breve durata.
- Seconda parte della stagione: evoluzione più incerta e fortemente dipendente da:
- modulazione della MJO, capace di influenzare l’ampiezza delle onde planetarie;
- comportamento della circolazione Brewer–Dobson;
- risposta del Vortice Polare a eventuali disturbi d’onda.
-
Solo in presenza di un riscaldamento stratosferico maggiore (SSW) tra fine inverno e inizio primavera potrebbero emergere configurazioni più fredde e incisive anche sul comparto europeo e mediterraneo.
👉 In sintesi
L’inverno 2026 si presenta avviato su basi prevalentemente oceaniche e zonali, con il rischio di una prima parte a bassa resa fredda, ma con scenari ancora aperti per un possibile cambio di passo nel finale di stagione.
L’inverno 2026 si presenta avviato su basi prevalentemente oceaniche e zonali, con il rischio di una prima parte a bassa resa fredda, ma con scenari ancora aperti per un possibile cambio di passo nel finale di stagione.
✍️ Nota tecnica
Le proiezioni stagionali e l’avvio della stagione invernale sono state elaborate integrando:
dati ensemble ECMWF Seasonal e GFS/CFS;
confronto con le medie climatologiche WMO 1991–2020;
dataset MeteoCantù 2007–2026 per la contestualizzazione locale;
analisi degli indici ENSO, NAO, AO, QBO, IOD e osservazioni satellitari;
validazione tramite reti regionali (ARPA Lombardia, MeteoNetwork).
Le proiezioni stagionali e l’avvio della stagione invernale sono state elaborate integrando:
dati ensemble ECMWF Seasonal e GFS/CFS;
confronto con le medie climatologiche WMO 1991–2020;
dataset MeteoCantù 2007–2026 per la contestualizzazione locale;
analisi degli indici ENSO, NAO, AO, QBO, IOD e osservazioni satellitari;
validazione tramite reti regionali (ARPA Lombardia, MeteoNetwork).
L’attendibilità media stimata si colloca tra il 50 e il 60%, con variabilità crescente nel medio–lungo termine, tipica delle proiezioni stagionali.
📑 Consulta la → Legenda indici e sigle meteorologiche