Settembre 2026
SETTEMBRE 2026 – Analisi Climatica e Proiezioni Sinottiche
DINAMICHE STAGIONALI: ANOMALIE, TELECONNESSIONI E SCENARI EVOLUTIVI
📆 Ultimo aggiornamento:
21 agosto 2026
– 👉 Settembre tra estate e autunno: caldo iniziale, poi maggiore instabilità nella seconda metà del mese.
🌎 Focus climatico – El Niño 2026:
El Niño in forte intensificazione, uno dei principali elementi climatici da monitorare verso l'autunno 2026.
Rubrica sulle Tendenze Climatiche Stagionali – Italia
SETTEMBRE 2026 – Analisi e Outlook Evolutivo (Italia / Nord Italia)
Aggiornamento a cura della redazione meteo
Aggiornamento a cura della redazione meteo
Assetto barico emisferico e configurazione sinottica
Il mese di settembre 2026 segnerà l'ingresso nell'autunno meteorologico, ma le attuali proiezioni stagionali suggeriscono una transizione inizialmente piuttosto graduale.
Il quadro europeo continua infatti a mostrare un'importante presenza di anomalie termiche positive, mentre sull'Europa occidentale e sul vicino Atlantico potrebbero progressivamente aumentare le occasioni per una maggiore attività depressionaria.
Le attuali elaborazioni suggeriscono:
- persistenza di temperature superiori alla media su buona parte dell'Europa;
- Mediterraneo ancora molto caldo;
- possibile resistenza anticiclonica soprattutto durante la prima parte del mese;
- maggiore attività depressionaria sull'Europa occidentale;
- graduale aumento della probabilità di ingressi perturbati verso il Mediterraneo nel corso del mese;
- Italia settentrionale inizialmente più esposta alle infiltrazioni atlantiche.
Le proiezioni stagionali Copernicus aggiornate ad agosto mantengono un segnale termico positivo su gran parte dell'Europa, mentre per l'autunno compare un segnale maggiormente orientato verso precipitazioni superiori alla media sui settori meridionali e occidentali europei. La predicibilità delle precipitazioni rimane tuttavia sensibilmente inferiore rispetto a quella delle temperature.
Le anomalie termiche a 850 hPa indicate dalla proiezione CFSv2 utilizzata nella nostra analisi evidenziano inoltre:
- anomalie positive particolarmente evidenti sull'Europa orientale e nord-orientale;
- valori complessivamente sopra la norma anche sul Mediterraneo centrale;
- segnale meno marcato sull'Europa occidentale;
- possibile presenza di un corridoio maggiormente esposto alla circolazione oceanica tra Atlantico orientale ed Europa occidentale.
Una configurazione di questo tipo potrebbe favorire un settembre inizialmente ancora estivo, seguito da una progressiva maggiore dinamicità atmosferica.
Evoluzione rispetto ai mesi precedenti
Giugno ha mostrato un progressivo consolidamento dell'estate, con temperature elevate soprattutto nella seconda parte del mese.
Luglio ha successivamente confermato una stagione caratterizzata da importanti fasi anticicloniche alternate ad infiltrazioni più fresche, capaci di generare temporali anche intensi soprattutto al Nord.
Agosto ha proseguito su questa linea, mantenendo una forte componente estiva ma mostrando contemporaneamente una crescente vulnerabilità delle regioni settentrionali agli impulsi perturbati provenienti dall'Europa occidentale.
Settembre potrebbe rappresentare il passaggio successivo di questa evoluzione.
La stagione estiva non sembrerebbe infatti destinata ad interrompersi bruscamente con l'inizio del mese.
La prima parte di settembre potrebbe mantenere caratteristiche ancora pienamente estive, con temperature superiori alla norma e fasi anticicloniche prevalenti.
Con l'avanzare del mese aumenterebbe invece gradualmente la possibilità di ingressi perturbati atlantici e mediterranei.
Verifica dell'Outlook precedente
L'outlook pubblicato per agosto individuava come elementi principali:
✔ persistenza del caldo durante la prima parte del mese;
✔ temperature frequentemente superiori alla media;
✔ maggiore esposizione del Nord Italia alle infiltrazioni più fresche;
✔ sviluppo di temporali anche intensi durante le fasi di maggiore contrasto atmosferico;
✔ progressiva crescita della dinamicità atmosferica avvicinandosi alla parte finale dell'estate.
L'impostazione generale dell'outlook si è quindi mantenuta coerente con una stagione caratterizzata dall'alternanza tra rimonte subtropicali e temporanee incursioni perturbate.
Per settembre il quadro cambia progressivamente.
L'anticiclone potrebbe ancora mantenere una presenza significativa durante la prima parte del mese, ma la circolazione atmosferica dovrebbe diventare progressivamente più favorevole all'ingresso delle perturbazioni occidentali.
Il passaggio dall'estate all'autunno potrebbe quindi avvenire a fasi, anziché attraverso un'unica brusca rottura stagionale.
Focus Italia – SETTEMBRE 2026
Settembre tra estate e autunno
Il mese potrebbe mostrare due caratteristiche differenti.
Prima parte: prevalenza di condizioni ancora estive, con temperature spesso superiori alla media e periodi di stabilità interrotti da veloci passaggi temporaleschi.
Seconda parte: progressiva crescita della dinamicità atmosferica, con possibilità di perturbazioni più organizzate e precipitazioni più diffuse.
Il Mediterraneo ancora molto caldo rappresenterà inoltre un'importante fonte di energia e umidità.
Durante eventuali ingressi di aria più fresca in quota, il contrasto con le masse d'aria caldo-umide presenti nei bassi strati potrebbe aumentare il potenziale convettivo.
Questo non significa poter prevedere già oggi singoli nubifragi o eventi estremi, ma indica la necessità di monitorare attentamente le future configurazioni sinottiche.
Dinamica attesa
Durante la prima decade il promontorio subtropicale potrebbe ancora esercitare una discreta influenza sul Mediterraneo.
L'Italia potrebbe quindi sperimentare:
- giornate prevalentemente soleggiate;
- temperature ancora elevate;
- condizioni localmente afose;
- temporali prevalentemente concentrati sui rilievi o in occasione di veloci infiltrazioni fresche.
Successivamente l'abbassamento del flusso perturbato atlantico potrebbe rendere la Penisola progressivamente più esposta alle depressioni europee.
L'ingresso di correnti meridionali davanti alle perturbazioni potrebbe inoltre richiamare grandi quantità di umidità dal Mediterraneo verso le regioni settentrionali.
Termica
Nord: temperature inizialmente sopra la media, alternate a temporanee flessioni durante i passaggi perturbati. Maggiore probabilità di valori più vicini alla norma avanzando verso la seconda parte del mese.
Centro: persistenza di temperature frequentemente superiori alla media soprattutto nella prima metà, con successivo aumento della variabilità.
Sud: estate potenzialmente più persistente, con temperature ancora elevate e maggiore resistenza dell'alta pressione, pur con possibile aumento dell'instabilità nella parte avanzata del mese.
→ Anomalia mensile complessivamente orientata verso valori superiori alla media, ma con progressiva attenuazione nel corso del mese.
Le proiezioni stagionali ECMWF disponibili ad agosto continuano infatti a mostrare un segnale positivo delle temperature sull'Italia e più generalmente su buona parte dell'Europa.
Nord Italia – Evoluzione sinottica dettagliata
🔹 Prima fase – 1/10 settembre
L'inizio di settembre potrebbe conservare caratteristiche ancora decisamente estive.
Scenario prevalente:
- tempo spesso stabile e soleggiato;
- temperature superiori alle medie del periodo;
- caldo localmente ancora intenso durante le ore pomeridiane;
- elevata umidità sulle pianure;
- locali temporali alpini e prealpini.
All'interno di questa fase non sono tuttavia esclusi veloci impulsi instabili.
Un primo disturbo durante i primi giorni del mese potrebbe temporaneamente aumentare l'attività temporalesca soprattutto al Nord, seguito da un nuovo ripristino di condizioni più stabili.
Si tratterebbe eventualmente di interruzioni transitorie, non necessariamente della definitiva conclusione dell'estate.
🔹 Fase centrale – 11/20 settembre
La parte centrale del mese potrebbe rappresentare una prima fase di transizione maggiormente significativa.
L'eventuale approfondimento di depressioni sull'Europa occidentale potrebbe favorire l'attivazione di correnti meridionali sul Nord Italia.
In questo scenario le prime regioni interessate potrebbero essere:
- Liguria;
- Piemonte;
- Lombardia occidentale;
- settore alpino e prealpino.
Successivamente i fenomeni potrebbero propagarsi verso:
- Lombardia centro-orientale;
- Veneto;
- Trentino-Alto Adige;
- Friuli-Venezia Giulia.
Possibili fenomeni:
- rovesci;
- temporali;
- precipitazioni localmente abbondanti;
- raffiche di vento;
- grandinate durante gli episodi convettivi più organizzati.
Tra una perturbazione e la successiva rimarrebbero comunque possibili fasi asciutte e relativamente calde.
La seconda decade potrebbe quindi risultare molto variabile, rappresentando il possibile collegamento tra il regime estivo e quello autunnale.
🔹 Terza decade
L'ultima parte di settembre rappresenta attualmente il periodo nel quale cresce maggiormente la probabilità di un cambiamento della circolazione atmosferica.
L'alta pressione potrebbe progressivamente risultare più defilata, consentendo alle perturbazioni atlantiche di raggiungere più facilmente l'Europa centro-meridionale.
Scenario possibile:
- aumento della nuvolosità;
- maggiore frequenza delle precipitazioni;
- temporali più diffusi;
- fasi perturbate potenzialmente più durature;
- temperature in progressiva diminuzione;
- condizioni maggiormente autunnali soprattutto al Nord.
Il passaggio rimane tuttavia da confermare.
A questa distanza temporale non sarebbe scientificamente corretto individuare già singoli episodi di maltempo intenso o stabilire date precise.
Il segnale più interessante riguarda piuttosto una crescente probabilità di dinamicità atmosferica procedendo verso la fine del mese.
Sintesi climatica – Nord Italia
Temperature
- prima parte probabilmente superiore alle medie;
- giornate ancora estive durante le fasi anticicloniche;
- frequenti oscillazioni termiche durante i passaggi perturbati;
- progressiva attenuazione del caldo procedendo verso fine mese;
- crescente possibilità di temperature più vicine alla climatologia nella seconda metà.
→ Anomalia complessiva: probabilmente positiva, soprattutto nella prima metà del mese.
Precipitazioni
La distribuzione delle precipitazioni potrebbe risultare fortemente irregolare durante la prima parte del mese.
In seguito aumenterebbe la probabilità di episodi maggiormente organizzati.
Aree più esposte:
- Alpi;
- Prealpi;
- Piemonte;
- Liguria;
- Lombardia;
- Triveneto.
Possibili fenomeni:
- temporali organizzati;
- rovesci intensi;
- grandinate;
- locali nubifragi;
- forti raffiche di vento.
Nelle situazioni caratterizzate da correnti meridionali persistenti, particolare attenzione potrebbe essere necessaria sui settori prealpini e pedemontani, dove l'orografia può favorire precipitazioni più abbondanti.
→ Cumulati potenzialmente molto irregolari, ma con una tendenza verso una maggiore frequenza delle precipitazioni procedendo verso la seconda parte del mese.
Le proiezioni multimodello Copernicus mostrano per l'autunno un segnale più umido sull'Europa meridionale e occidentale, mentre anche il quadro WMO relativo al trimestre luglio-agosto-settembre evidenzia una maggiore probabilità di precipitazioni sopra la norma sull'Europa meridionale. L'affidabilità di questo segnale rimane comunque inferiore rispetto a quella termica.
Segnale dominante
→ prima parte ancora prevalentemente estiva;
→ temperature frequentemente superiori alle medie;
→ Nord maggiormente esposto alle infiltrazioni atlantiche;
→ progressivo aumento della dinamicità atmosferica;
→ maggiore probabilità di perturbazioni nella seconda metà del mese;
→ possibile passaggio verso condizioni più tipicamente autunnali nell'ultima decade.
Inquadramento teleconnettivo
Il quadro teleconnettivo è profondamente cambiato rispetto all'inizio dell'estate.
La fase di La Niña si è definitivamente conclusa e il Pacifico tropicale è ormai entrato in una fase di El Niño in rapido rafforzamento.
L'aggiornamento NOAA del 13 agosto 2026 indica anomalie del Pacifico equatoriale ormai nettamente positive, con Niño-3.4 a +1,4 °C nel dato mensile di luglio e una probabilità superiore al 90% che l'evento raggiunga intensità molto forte durante l'autunno e l'inverno 2026-27.
Le probabilità ufficiali NOAA attribuiscono inoltre praticamente la totalità della probabilità alla fase El Niño durante il trimestre settembre-ottobre-novembre.
Parallelamente anche l'Oceano Indiano mostra segnali di cambiamento.
Le ultime proiezioni stagionali Copernicus indicano una crescente probabilità di sviluppo di un Dipolo dell'Oceano Indiano positivo (IOD+) durante i prossimi mesi, con una convergenza modellistica maggiore rispetto agli aggiornamenti precedenti.
Gli elementi principali risultano quindi:
- El Niño ormai pienamente sviluppato e in rafforzamento;
- forte accoppiamento tra oceano e atmosfera nel Pacifico tropicale;
- possibile ulteriore intensificazione dell'evento durante l'autunno;
- probabile evoluzione verso IOD positivo;
- Mediterraneo ed Europa ancora caratterizzati da importanti anomalie termiche positive.
Il rapporto tra ENSO, IOD e circolazione europea non è tuttavia lineare.
Non è quindi possibile attribuire direttamente a El Niño una singola perturbazione italiana o dedurne automaticamente un autunno alluvionale.
Il segnale stagionale può invece contribuire a modificare la distribuzione delle probabilità della circolazione atmosferica su larga scala.
Tendenza generale
Settembre 2026 potrebbe configurarsi come un mese:
✔ inizialmente ancora molto estivo;
✔ complessivamente più caldo della norma;
✔ progressivamente più dinamico;
✔ maggiormente esposto alle perturbazioni nella seconda metà;
✔ con potenziale aumento degli episodi temporaleschi intensi soprattutto al Nord.
La prima decade potrebbe quindi rappresentare una prosecuzione dell'estate meteorologica dal punto di vista termico.
Successivamente la crescente attività atlantica potrebbe determinare un progressivo cambiamento.
La vera transizione stagionale potrebbe manifestarsi soprattutto tra la seconda metà e l'ultima decade di settembre, anche se la tempistica precisa rimane inevitabilmente soggetta a importanti variazioni.
Tendenza successiva – Autunno 2026
Le proiezioni attualmente disponibili iniziano a mostrare un segnale interessante anche per il prosieguo della stagione.
Fine settembre / inizio ottobre
- crescente dinamicità della circolazione;
- maggiore probabilità di passaggi perturbati;
- temperature ancora potenzialmente superiori alla media tra una perturbazione e l'altra;
- aumento della frequenza delle precipitazioni.
Autunno 2026
Copernicus individua attualmente un segnale orientato verso un autunno più umido sull'Europa meridionale e occidentale, mentre permane una forte probabilità di temperature superiori alla climatologia su gran parte del continente.
Questo potrebbe favorire un autunno caratterizzato dall'alternanza tra:
- fasi miti;
- richiami caldo-umidi meridionali;
- perturbazioni atlantiche;
- precipitazioni localmente abbondanti.
Il Mediterraneo molto caldo potrebbe inoltre aumentare la quantità di calore e vapore acqueo disponibile durante eventuali configurazioni perturbate.
Questo elemento rappresenta un fattore predisponente e non una previsione automatica di eventi estremi.
La posizione delle depressioni, la persistenza delle correnti e la distribuzione delle precipitazioni potranno essere valutate in maniera attendibile soltanto a distanza temporale molto più ravvicinata.
→ Sintesi finale
Prima fase: settembre potrebbe iniziare con caratteristiche ancora decisamente estive. Prevarrebbero stabilità, temperature superiori alla media e caldo localmente intenso, intervallati da veloci episodi temporaleschi soprattutto al Nord.
Fase centrale: aumenterebbe gradualmente l'influenza delle correnti atlantiche. Il Nord Italia diventerebbe maggiormente esposto a rovesci e temporali, mentre sul Centro-Sud le condizioni estive potrebbero mantenersi più a lungo.
Fase finale: crescerebbe la probabilità di un cambiamento più significativo, con perturbazioni più organizzate, precipitazioni più diffuse e temperature progressivamente più contenute, soprattutto sulle regioni settentrionali.
→ Settembre 2026 potrebbe quindi presentarsi come un mese “a due velocità”: inizialmente ancora dominato da condizioni estive e temperature sopra la norma, ma progressivamente più dinamico procedendo verso la seconda metà. L'ultima decade rappresenta attualmente il periodo più favorevole a un possibile cambio di regime, con maggiore ingerenza delle perturbazioni atlantiche e l'avvio di condizioni più tipicamente autunnali. Il Mediterraneo ancora molto caldo richiederà particolare attenzione durante gli eventuali ingressi perturbati più incisivi, poiché il forte contrasto termico e l'elevata disponibilità di umidità potrebbero aumentare localmente l'intensità dei fenomeni temporaleschi.

Carta delle anomalie mensili sull’Italia: sintesi delle principali deviazioni climatiche attese su scala locale per settembre 2026.

Carta delle anomalie termiche a 850 hPa (1500 m) previste dal modello CFSv2 per settembre 2026.

Carta di sintesi delle anomalie climatiche europee attese per settembre 2026.
El Niño in forte intensificazione: cosa potrebbe significare per l’autunno 2026
L’evoluzione di El Niño rappresenta uno degli elementi climatici più importanti da monitorare nei prossimi mesi. Secondo le analisi riportate da GeoPop, il fenomeno è destinato a rafforzarsi tra agosto e ottobre 2026, sovrapponendosi a un quadro climatico globale già caratterizzato da temperature particolarmente elevate.
Le anomalie delle acque superficiali del Pacifico equatoriale stanno mostrando valori eccezionali. L’articolo riferisce che le temperature oceaniche nella regione centrale del Pacifico hanno superato i precedenti record per 75 giorni consecutivi e cita proiezioni secondo le quali, entro dicembre, alcune anomalie potrebbero oltrepassare i +4 °C.
Viene inoltre richiamato uno studio discusso su Nature, secondo il quale l’evento potrebbe raggiungere un’intensità eccezionale nel contesto delle ricostruzioni disponibili.
L’aspetto più rilevante è la sovrapposizione tra un fenomeno naturale come El Niño e il riscaldamento globale di origine antropica. Secondo l’analisi del climatologo Zeke Hausfather citata nell’articolo, questa combinazione potrebbe portare il 2027 ad avere circa il 95% di probabilità di diventare l’anno più caldo mai misurato, con una temperatura media globale stimata intorno a +1,76 °C rispetto ai livelli preindustriali.
Gli effetti, tuttavia, non riguarderebbero esclusivamente il 2027. Il rafforzamento di El Niño potrebbe iniziare a influenzare la circolazione atmosferica globale già durante l’autunno 2026, modificando la distribuzione delle anomalie termiche e delle precipitazioni in diverse aree del pianeta.
Per Europa e Italia è però necessaria maggiore cautela: El Niño non determina direttamente il tempo meteorologico sul Mediterraneo e non significa automaticamente maggiore maltempo sul nostro Paese. La sua influenza deve essere valutata insieme alla posizione del getto, alle configurazioni bariche euro-atlantiche e alle anomalie termiche presenti sul Mediterraneo.
Proprio quest’ultimo elemento sarà particolarmente importante nell’autunno 2026. Un Mediterraneo molto caldo può mettere a disposizione maggiori quantità di calore e vapore acqueo durante eventuali ingressi perturbati. In presenza di configurazioni atmosferiche favorevoli, ciò può contribuire ad aumentare il potenziale energetico delle precipitazioni e dei fenomeni temporaleschi più organizzati.
→ Il segnale da monitorare sarà quindi l’interazione tra un El Niño particolarmente intenso, la circolazione atmosferica euro-atlantica e un Mediterraneo ancora molto caldo: tre elementi che potrebbero accompagnare una fase autunnale più dinamica, pur senza consentire oggi di prevedere frequenza, posizione o intensità dei singoli episodi di maltempo.

Carta di sintesi dello scenario teleconnettivo atteso per l’autunno 2026.
📌 Attendibilità dell'Outlook:
medio-alta per la tendenza generale della prima parte di settembre; moderata per la seconda metà, dove tempistica e intensità dell'eventuale cambio di regime presentano ancora una maggiore incertezza modellistica.
🌡️ Mediterraneo:
temperature superficiali marine ancora elevate rappresentano un elemento da monitorare durante eventuali fasi perturbate, per la maggiore disponibilità di calore e umidità.
🌎 El Niño 2026:
il progressivo rafforzamento del fenomeno rappresenta uno dei principali elementi teleconnettivi da monitorare verso l'autunno, pur senza determinare direttamente l'evoluzione meteorologica sull'Italia.
🔄 Monitoraggio:
outlook soggetto ad aggiornamento in base all'evoluzione dei principali modelli stagionali e degli indici teleconnettivi.
Nota tecnica
Le proiezioni per settembre 2026 sono state elaborate integrando:
• dati ensemble provenienti da ECMWF Monthly Outlook e simulazioni stagionali CFSv2,
• confronto con le medie climatologiche WMO 1991–2020,
• analisi del dataset locale MeteoCantù 2007–2026,
• contributi da reti di osservazione regionali (ARPA Lombardia) e prodotti satellitari multisorgente,
• monitoraggio continuo dei principali indici teleconnettivi emisferici.
In particolare si evidenziano:
– ENSO in fase El Niño e in rafforzamento, con anomalie positive ormai consolidate nel Pacifico tropicale e possibile ulteriore intensificazione durante l’autunno 2026,
– IOD con crescente probabilità di evoluzione positiva (IOD+), elemento da monitorare nei prossimi mesi insieme all’evoluzione di El Niño e alla risposta della circolazione atmosferica su scala emisferica,
– MJO potenzialmente attiva a fasi, con possibile contributo alla modulazione della convezione tropicale e, indirettamente, della circolazione alle medie latitudini,
– QBO in evoluzione stagionale, con influenza secondaria rispetto alle principali forzanti troposferiche nel determinare lo scenario europeo di settembre,
– Circolazione emisferica inizialmente ancora favorevole alla presenza di promontori subtropicali sul Mediterraneo, ma con possibile progressivo aumento dell’attività depressionaria sull’Europa occidentale e maggiore esposizione dell’Italia alle correnti atlantiche avanzando nel mese,
– Jet Stream potenzialmente più ondulato e progressivamente disposto a latitudini più meridionali, favorendo una maggiore alternanza tra rimonte anticicloniche e impulsi perturbati verso l’Europa centro-meridionale,
– Mediterraneo ancora molto caldo, elemento capace di fornire elevate quantità di calore e vapore acqueo durante eventuali ingressi perturbati, aumentando il potenziale per precipitazioni e fenomeni temporaleschi localmente intensi,
– Anomalie termiche previste generalmente positive sull’Italia, soprattutto durante la prima parte del mese, con possibile progressiva attenuazione al Nord e maggiore variabilità termica nella seconda metà di settembre.
→ Il quadro complessivo suggerisce quindi un settembre inizialmente ancora dal sapore estivo, seguito da una progressiva crescita della dinamicità atmosferica e da una maggiore probabilità di fasi perturbate procedendo verso la seconda metà del mese.grazie ai frequenti passaggi instabili.
👉 L'attendibilità delle proiezioni è da considerarsi medio-discreta (60–70%), con un grado di affidabilità maggiore per il segnale termico rispetto alla distribuzione delle precipitazioni. L'evoluzione dei temporali e dei possibili break estivi rimane infatti strettamente legata alla posizione dell'anticiclone subtropicale, alla dinamica del getto atlantico e all'attività della MJO.
• dati ensemble provenienti da ECMWF Monthly Outlook e simulazioni stagionali CFSv2,
• confronto con le medie climatologiche WMO 1991–2020,
• analisi del dataset locale MeteoCantù 2007–2026,
• contributi da reti di osservazione regionali (ARPA Lombardia) e prodotti satellitari multisorgente,
• monitoraggio continuo dei principali indici teleconnettivi emisferici.
In particolare si evidenziano:
– ENSO in fase El Niño e in rafforzamento, con anomalie positive ormai consolidate nel Pacifico tropicale e possibile ulteriore intensificazione durante l’autunno 2026,
– IOD con crescente probabilità di evoluzione positiva (IOD+), elemento da monitorare nei prossimi mesi insieme all’evoluzione di El Niño e alla risposta della circolazione atmosferica su scala emisferica,
– MJO potenzialmente attiva a fasi, con possibile contributo alla modulazione della convezione tropicale e, indirettamente, della circolazione alle medie latitudini,
– QBO in evoluzione stagionale, con influenza secondaria rispetto alle principali forzanti troposferiche nel determinare lo scenario europeo di settembre,
– Circolazione emisferica inizialmente ancora favorevole alla presenza di promontori subtropicali sul Mediterraneo, ma con possibile progressivo aumento dell’attività depressionaria sull’Europa occidentale e maggiore esposizione dell’Italia alle correnti atlantiche avanzando nel mese,
– Jet Stream potenzialmente più ondulato e progressivamente disposto a latitudini più meridionali, favorendo una maggiore alternanza tra rimonte anticicloniche e impulsi perturbati verso l’Europa centro-meridionale,
– Mediterraneo ancora molto caldo, elemento capace di fornire elevate quantità di calore e vapore acqueo durante eventuali ingressi perturbati, aumentando il potenziale per precipitazioni e fenomeni temporaleschi localmente intensi,
– Anomalie termiche previste generalmente positive sull’Italia, soprattutto durante la prima parte del mese, con possibile progressiva attenuazione al Nord e maggiore variabilità termica nella seconda metà di settembre.
→ Il quadro complessivo suggerisce quindi un settembre inizialmente ancora dal sapore estivo, seguito da una progressiva crescita della dinamicità atmosferica e da una maggiore probabilità di fasi perturbate procedendo verso la seconda metà del mese.grazie ai frequenti passaggi instabili.
👉 L'attendibilità delle proiezioni è da considerarsi medio-discreta (60–70%), con un grado di affidabilità maggiore per il segnale termico rispetto alla distribuzione delle precipitazioni. L'evoluzione dei temporali e dei possibili break estivi rimane infatti strettamente legata alla posizione dell'anticiclone subtropicale, alla dinamica del getto atlantico e all'attività della MJO.
L’evoluzione di El Niño (ENSO+) costituisce uno degli elementi teleconnettivi di maggiore interesse nel quadro climatico dell’autunno 2026.
Il progressivo riscaldamento delle acque superficiali del Pacifico equatoriale e il consolidamento delle anomalie termiche positive indicano un rafforzamento della fase calda dell’ENSO, la cui evoluzione continuerà a essere monitorata nel corso dei prossimi mesi.
Dal punto di vista atmosferico, un episodio di El Niño può modificare la distribuzione della convezione tropicale e contribuire a variazioni della circolazione atmosferica su scala planetaria, influenzando indirettamente la configurazione delle onde atmosferiche e del Jet Stream.
Per Europa e Mediterraneo, tuttavia, la relazione non è diretta né deterministica. El Niño non permette, da solo, di prevedere condizioni più calde, più fredde o maggiormente perturbate sull’Italia. Gli eventuali effetti dipendono dall’interazione con la circolazione euro-atlantica e con altri importanti fattori climatici e teleconnettivi, tra cui NAO, AO, IOD, MJO e QBO.
Particolare attenzione viene inoltre rivolta alle temperature superficiali del Mediterraneo, ancora elevate dopo la stagione estiva. Un mare molto caldo rappresenta una maggiore riserva di calore e umidità e, in presenza di configurazioni atmosferiche favorevoli, può contribuire ad aumentare il potenziale precipitativo e convettivo delle perturbazioni.
Il monitoraggio per l’autunno 2026 sarà quindi concentrato sull’interazione tra ENSO, circolazione euro-atlantica, Jet Stream e anomalie termiche del Mediterraneo, evitando di attribuire a El Niño un rapporto diretto di causa-effetto sull’evoluzione meteorologica italiana.
Il progressivo riscaldamento delle acque superficiali del Pacifico equatoriale e il consolidamento delle anomalie termiche positive indicano un rafforzamento della fase calda dell’ENSO, la cui evoluzione continuerà a essere monitorata nel corso dei prossimi mesi.
Dal punto di vista atmosferico, un episodio di El Niño può modificare la distribuzione della convezione tropicale e contribuire a variazioni della circolazione atmosferica su scala planetaria, influenzando indirettamente la configurazione delle onde atmosferiche e del Jet Stream.
Per Europa e Mediterraneo, tuttavia, la relazione non è diretta né deterministica. El Niño non permette, da solo, di prevedere condizioni più calde, più fredde o maggiormente perturbate sull’Italia. Gli eventuali effetti dipendono dall’interazione con la circolazione euro-atlantica e con altri importanti fattori climatici e teleconnettivi, tra cui NAO, AO, IOD, MJO e QBO.
Particolare attenzione viene inoltre rivolta alle temperature superficiali del Mediterraneo, ancora elevate dopo la stagione estiva. Un mare molto caldo rappresenta una maggiore riserva di calore e umidità e, in presenza di configurazioni atmosferiche favorevoli, può contribuire ad aumentare il potenziale precipitativo e convettivo delle perturbazioni.
Il monitoraggio per l’autunno 2026 sarà quindi concentrato sull’interazione tra ENSO, circolazione euro-atlantica, Jet Stream e anomalie termiche del Mediterraneo, evitando di attribuire a El Niño un rapporto diretto di causa-effetto sull’evoluzione meteorologica italiana.
Legenda tecnica – Indici e parametri meteorologici
ENSO (El Niño–Southern Oscillation) – Attualmente in fase El Niño e in rafforzamento, con anomalie positive ormai consolidate nelle acque superficiali del Pacifico tropicale. Comprende El Niño (fase calda, ONI ≥ +0,5 °C) e La Niña (fase fredda, ONI ≤ −0,5 °C).
NAO (North Atlantic Oscillation) – Differenza di pressione tra l’Anticiclone delle Azzorre e la Depressione d’Islanda. Una fase NAO+ favorisce generalmente un flusso atlantico più teso e zonale; una fase NAO− tende invece a favorire maggiori ondulazioni della circolazione, aumentando la possibilità di scambi meridiani e affondi perturbati verso l’Europa.
AO (Arctic Oscillation) – Oscillazione della circolazione atmosferica alle alte latitudini. Una fase AO+ tende a mantenere maggiormente confinata l’aria fredda alle latitudini artiche; una fase AO− favorisce maggiori scambi meridiani e ondulazioni della circolazione emisferica.
QBO (Quasi-Biennial Oscillation) – Alternanza dei venti stratosferici equatoriali tra regime occidentale e orientale, caratterizzata da un ciclo completo medio di circa 28 mesi e in grado di contribuire alla modulazione della circolazione atmosferica su scala emisferica.
IOD (Indian Ocean Dipole) – Oscillazione delle temperature superficiali dell’Oceano Indiano tra il settore occidentale e quello orientale. Una fase IOD+ presenta acque relativamente più calde nel settore occidentale e più fredde in quello orientale, mentre una fase IOD− mostra generalmente la configurazione opposta.
MJO (Madden-Julian Oscillation) – Oscillazione della convezione tropicale con un ciclo generalmente compreso tra 30 e 60 giorni. Può modulare la circolazione atmosferica su larga scala e, indirettamente, influenzare la posizione del Jet Stream e i pattern atmosferici alle medie latitudini, con possibili ripercussioni anche sull’area euro-mediterranea.
NAO (North Atlantic Oscillation) – Differenza di pressione tra l’Anticiclone delle Azzorre e la Depressione d’Islanda. Una fase NAO+ favorisce generalmente un flusso atlantico più teso e zonale; una fase NAO− tende invece a favorire maggiori ondulazioni della circolazione, aumentando la possibilità di scambi meridiani e affondi perturbati verso l’Europa.
AO (Arctic Oscillation) – Oscillazione della circolazione atmosferica alle alte latitudini. Una fase AO+ tende a mantenere maggiormente confinata l’aria fredda alle latitudini artiche; una fase AO− favorisce maggiori scambi meridiani e ondulazioni della circolazione emisferica.
QBO (Quasi-Biennial Oscillation) – Alternanza dei venti stratosferici equatoriali tra regime occidentale e orientale, caratterizzata da un ciclo completo medio di circa 28 mesi e in grado di contribuire alla modulazione della circolazione atmosferica su scala emisferica.
IOD (Indian Ocean Dipole) – Oscillazione delle temperature superficiali dell’Oceano Indiano tra il settore occidentale e quello orientale. Una fase IOD+ presenta acque relativamente più calde nel settore occidentale e più fredde in quello orientale, mentre una fase IOD− mostra generalmente la configurazione opposta.
MJO (Madden-Julian Oscillation) – Oscillazione della convezione tropicale con un ciclo generalmente compreso tra 30 e 60 giorni. Può modulare la circolazione atmosferica su larga scala e, indirettamente, influenzare la posizione del Jet Stream e i pattern atmosferici alle medie latitudini, con possibili ripercussioni anche sull’area euro-mediterranea.
PV (Potential Vorticity – Vorticità Potenziale) – Parametro dinamico utilizzato per individuare intrusioni di aria stratosferica e anomalie di vorticità in quota, strutture cicloniche, tropopausa dinamica e configurazioni favorevoli allo sviluppo dell’instabilità.
CAPE / MLCAPE – Energia potenziale convettiva disponibile; parametro fondamentale per valutare il potenziale di sviluppo e l’intensità della convezione temporalesca.
CIN (Convective Inhibition) – Energia di inibizione convettiva (“coperchio atmosferico”) che ostacola o ritarda l’innesco della convezione.
Shear (0–6 km / 0–1 km) – Variazione della velocità e/o della direzione del vento con la quota; elemento fondamentale per valutare l’organizzazione, la durata e la possibile severità dei sistemi temporaleschi.
PWAT / TPW (Precipitable Water / Total Precipitable Water) – Quantità totale di acqua precipitabile contenuta nella colonna atmosferica; utile per valutare la disponibilità di umidità e il potenziale per precipitazioni abbondanti.
LI (Lifted Index) – Indice di instabilità atmosferica; valori negativi indicano generalmente condizioni maggiormente favorevoli allo sviluppo della convezione, mentre valori positivi suggeriscono una maggiore stabilità.
T850 / T500 – Temperature rispettivamente alle superfici isobariche di 850 hPa e 500 hPa; fondamentali per valutare anomalie termiche, avvezioni di masse d’aria e contrasti termici verticali.
Z500 / GPT 500 – Altezza geopotenziale della superficie isobarica di 500 hPa; parametro chiave per individuare promontori anticiclonici, saccature, onde atmosferiche e configurazioni di blocco.
SLP (Sea Level Pressure) – Pressione atmosferica ridotta al livello medio del mare; utilizzata per analizzare la distribuzione delle strutture bariche superficiali, come anticicloni, depressioni e sistemi frontali.
QPF (Quantitative Precipitation Forecast) – Quantità di precipitazione prevista in un determinato intervallo temporale; utile per stimare i cumulati e individuare aree potenzialmente interessate da precipitazioni intense o persistenti.
LCL / LFC / Θe – Parametri utilizzati per analizzare rispettivamente livelli caratteristici della convezione e proprietà termo-igrometriche della massa d’aria, utili per valutare l’innesco e l’evoluzione dei fenomeni convettivi.
Jet Stream / Wind Speed 300 hPa – Analisi della corrente a getto e della velocità del vento in alta troposfera; fondamentale per individuare traiettorie perturbate, ondulazioni del flusso, aree favorevoli alla divergenza in quota e supporto dinamico ai sistemi perturbati e convettivi.
CAPE / MLCAPE – Energia potenziale convettiva disponibile; parametro fondamentale per valutare il potenziale di sviluppo e l’intensità della convezione temporalesca.
CIN (Convective Inhibition) – Energia di inibizione convettiva (“coperchio atmosferico”) che ostacola o ritarda l’innesco della convezione.
Shear (0–6 km / 0–1 km) – Variazione della velocità e/o della direzione del vento con la quota; elemento fondamentale per valutare l’organizzazione, la durata e la possibile severità dei sistemi temporaleschi.
PWAT / TPW (Precipitable Water / Total Precipitable Water) – Quantità totale di acqua precipitabile contenuta nella colonna atmosferica; utile per valutare la disponibilità di umidità e il potenziale per precipitazioni abbondanti.
LI (Lifted Index) – Indice di instabilità atmosferica; valori negativi indicano generalmente condizioni maggiormente favorevoli allo sviluppo della convezione, mentre valori positivi suggeriscono una maggiore stabilità.
T850 / T500 – Temperature rispettivamente alle superfici isobariche di 850 hPa e 500 hPa; fondamentali per valutare anomalie termiche, avvezioni di masse d’aria e contrasti termici verticali.
Z500 / GPT 500 – Altezza geopotenziale della superficie isobarica di 500 hPa; parametro chiave per individuare promontori anticiclonici, saccature, onde atmosferiche e configurazioni di blocco.
SLP (Sea Level Pressure) – Pressione atmosferica ridotta al livello medio del mare; utilizzata per analizzare la distribuzione delle strutture bariche superficiali, come anticicloni, depressioni e sistemi frontali.
QPF (Quantitative Precipitation Forecast) – Quantità di precipitazione prevista in un determinato intervallo temporale; utile per stimare i cumulati e individuare aree potenzialmente interessate da precipitazioni intense o persistenti.
LCL / LFC / Θe – Parametri utilizzati per analizzare rispettivamente livelli caratteristici della convezione e proprietà termo-igrometriche della massa d’aria, utili per valutare l’innesco e l’evoluzione dei fenomeni convettivi.
Jet Stream / Wind Speed 300 hPa – Analisi della corrente a getto e della velocità del vento in alta troposfera; fondamentale per individuare traiettorie perturbate, ondulazioni del flusso, aree favorevoli alla divergenza in quota e supporto dinamico ai sistemi perturbati e convettivi.
Downburst – Raffiche di vento molto intense generate da violenti moti discendenti all’interno di un temporale, che raggiungono il suolo divergendo rapidamente e possono provocare danni anche significativi e localizzati.
Jet Stream ondulato – Corrente a getto caratterizzata da marcate onde di Rossby, associata a una maggiore alternanza tra promontori anticiclonici e affondi perturbati verso le medie latitudini.
Goccia fredda (Cut-off) – Minimo depressionario isolato in quota e separato dalla circolazione principale, capace di favorire instabilità persistente, temporali ripetuti e marcati contrasti termici.
Saccatura / Affondo perturbato – Estensione verso latitudini più meridionali di una struttura depressionaria in quota, generalmente associata all’ingresso di aria più fresca, aumento dell’instabilità e possibile diminuzione delle temperature.
Promontorio subtropicale (anticiclone africano) – Espansione verso nord di masse d’aria molto calde di origine subtropicale, associata generalmente a stabilità atmosferica, temperature elevate e, soprattutto nei bassi strati, condizioni di afa.
Prefrontale – Fase che precede l’arrivo di un fronte perturbato, spesso caratterizzata dal richiamo di aria più calda e umida, ventilazione sostenuta e progressivo aumento dell’instabilità atmosferica.
Linea di convergenza – Zona nei bassi strati atmosferici nella quale confluiscono correnti provenienti da direzioni differenti, favorendo la risalita dell’aria e il possibile innesco di temporali anche intensi.
Stau / Ombra pluviometrica – Effetto orografico che favorisce precipitazioni sul versante sopravvento dei rilievi e condizioni relativamente più asciutte sul versante sottovento.
Föhn – Vento di caduta generalmente caldo e secco che interessa il versante sottovento di una catena montuosa, prodotto dalla discesa e dal riscaldamento adiabatico dell’aria.
Derecho – Evento convettivo caratterizzato da raffiche di vento lineari particolarmente intense, persistenti e distribuite su un’area molto estesa, generalmente associate a un sistema temporalesco organizzato.
Bow Echo – Struttura radar arcuata assunta da alcuni sistemi convettivi, frequentemente associata a raffiche lineari molto intense e downburst. Può rappresentare una delle configurazioni responsabili di episodi di vento severo.
MCS (Mesoscale Convective System) – Sistema convettivo organizzato su mesoscala, formato da più celle temporalesche interagenti, capace di produrre precipitazioni intense, grandinate, elevata attività elettrica e forti raffiche di vento.
Heat Dome – Configurazione caratterizzata da un robusto e persistente promontorio anticiclonico in quota, associato alla subsidenza e all’accumulo di aria molto calda, capace di favorire ondate di calore particolarmente intense e durature.
Jet Stream ondulato – Corrente a getto caratterizzata da marcate onde di Rossby, associata a una maggiore alternanza tra promontori anticiclonici e affondi perturbati verso le medie latitudini.
Goccia fredda (Cut-off) – Minimo depressionario isolato in quota e separato dalla circolazione principale, capace di favorire instabilità persistente, temporali ripetuti e marcati contrasti termici.
Saccatura / Affondo perturbato – Estensione verso latitudini più meridionali di una struttura depressionaria in quota, generalmente associata all’ingresso di aria più fresca, aumento dell’instabilità e possibile diminuzione delle temperature.
Promontorio subtropicale (anticiclone africano) – Espansione verso nord di masse d’aria molto calde di origine subtropicale, associata generalmente a stabilità atmosferica, temperature elevate e, soprattutto nei bassi strati, condizioni di afa.
Prefrontale – Fase che precede l’arrivo di un fronte perturbato, spesso caratterizzata dal richiamo di aria più calda e umida, ventilazione sostenuta e progressivo aumento dell’instabilità atmosferica.
Linea di convergenza – Zona nei bassi strati atmosferici nella quale confluiscono correnti provenienti da direzioni differenti, favorendo la risalita dell’aria e il possibile innesco di temporali anche intensi.
Stau / Ombra pluviometrica – Effetto orografico che favorisce precipitazioni sul versante sopravvento dei rilievi e condizioni relativamente più asciutte sul versante sottovento.
Föhn – Vento di caduta generalmente caldo e secco che interessa il versante sottovento di una catena montuosa, prodotto dalla discesa e dal riscaldamento adiabatico dell’aria.
Derecho – Evento convettivo caratterizzato da raffiche di vento lineari particolarmente intense, persistenti e distribuite su un’area molto estesa, generalmente associate a un sistema temporalesco organizzato.
Bow Echo – Struttura radar arcuata assunta da alcuni sistemi convettivi, frequentemente associata a raffiche lineari molto intense e downburst. Può rappresentare una delle configurazioni responsabili di episodi di vento severo.
MCS (Mesoscale Convective System) – Sistema convettivo organizzato su mesoscala, formato da più celle temporalesche interagenti, capace di produrre precipitazioni intense, grandinate, elevata attività elettrica e forti raffiche di vento.
Heat Dome – Configurazione caratterizzata da un robusto e persistente promontorio anticiclonico in quota, associato alla subsidenza e all’accumulo di aria molto calda, capace di favorire ondate di calore particolarmente intense e durature.
ECMWF (IFS – Integrated Forecasting System) – Sistema numerico del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine (ECMWF), uno dei principali riferimenti mondiali per l’analisi e la previsione atmosferica a medio termine.
GFS (Global Forecast System) – Modello globale sviluppato dal NOAA/NCEP, aggiornato quattro volte al giorno, utilizzato per le previsioni atmosferiche su scala globale fino al medio-lungo termine.
CFSv2 (Climate Forecast System Version 2) – Sistema climatico accoppiato del NOAA/NCEP, utilizzato per outlook mensili e stagionali e per l’analisi delle anomalie atmosferiche e oceaniche.
ICON (Icosahedral Nonhydrostatic Model) – Modello numerico sviluppato dal Servizio Meteorologico Tedesco (DWD), disponibile in configurazioni globale e ad area limitata, utilizzato per la previsione dei fenomeni dalla scala sinottica a quella mesoscala.
UKMO (Unified Model) – Sistema modellistico del Met Office britannico, utilizzato anche nel confronto tra differenti scenari previsionali e nell’analisi dell’evoluzione sinottica.
GEM (Global Environmental Multiscale Model) – Sistema modellistico sviluppato dal Servizio Meteorologico Canadese, utilizzato per le previsioni globali e regionali e per il confronto tra differenti scenari atmosferici.
ECMWF Monthly Outlook – Sistema previsionale ensemble ECMWF utilizzato per analizzare, su scala sub-stagionale, anomalie e probabilità relative a temperatura, precipitazioni e principali configurazioni della circolazione atmosferica nelle settimane successive.
Ensemble Forecasting (EPS / GEFS) – Sistemi previsionali multi-scenario basati su numerose simulazioni ottenute introducendo variazioni nelle condizioni iniziali e/o nella rappresentazione del modello. Consentono di valutare probabilità evolutive, dispersione degli scenari e grado di prevedibilità atmosferica.
GFS (Global Forecast System) – Modello globale sviluppato dal NOAA/NCEP, aggiornato quattro volte al giorno, utilizzato per le previsioni atmosferiche su scala globale fino al medio-lungo termine.
CFSv2 (Climate Forecast System Version 2) – Sistema climatico accoppiato del NOAA/NCEP, utilizzato per outlook mensili e stagionali e per l’analisi delle anomalie atmosferiche e oceaniche.
ICON (Icosahedral Nonhydrostatic Model) – Modello numerico sviluppato dal Servizio Meteorologico Tedesco (DWD), disponibile in configurazioni globale e ad area limitata, utilizzato per la previsione dei fenomeni dalla scala sinottica a quella mesoscala.
UKMO (Unified Model) – Sistema modellistico del Met Office britannico, utilizzato anche nel confronto tra differenti scenari previsionali e nell’analisi dell’evoluzione sinottica.
GEM (Global Environmental Multiscale Model) – Sistema modellistico sviluppato dal Servizio Meteorologico Canadese, utilizzato per le previsioni globali e regionali e per il confronto tra differenti scenari atmosferici.
ECMWF Monthly Outlook – Sistema previsionale ensemble ECMWF utilizzato per analizzare, su scala sub-stagionale, anomalie e probabilità relative a temperatura, precipitazioni e principali configurazioni della circolazione atmosferica nelle settimane successive.
Ensemble Forecasting (EPS / GEFS) – Sistemi previsionali multi-scenario basati su numerose simulazioni ottenute introducendo variazioni nelle condizioni iniziali e/o nella rappresentazione del modello. Consentono di valutare probabilità evolutive, dispersione degli scenari e grado di prevedibilità atmosferica.
A / N / B – Abbreviazioni comunemente utilizzate nei prodotti climatici e stagionali per indicare le anomalie previste rispetto alla climatologia di riferimento.
A (Above Normal) – Valori previsti superiori alla media climatologica del periodo di riferimento.
N (Near Normal) – Valori previsti prossimi alla media climatologica del periodo di riferimento.
B (Below Normal) – Valori previsti inferiori alla media climatologica del periodo di riferimento.
Climatologia di riferimento – Periodo climatologico utilizzato come base per il calcolo e il confronto delle anomalie. Nelle nostre analisi viene adottata prevalentemente la normale climatologica WMO 1991–2020 per temperatura, precipitazioni e altri parametri meteorologici.
Anomalie termiche (850 hPa) – Scostamento della temperatura prevista sulla superficie isobarica di 850 hPa, situata mediamente intorno a 1.500 m di quota, rispetto alla climatologia di riferimento. Rappresenta un importante indicatore per analizzare avvezioni calde o fredde, anomalie delle masse d’aria e configurazioni termiche su larga scala.
Anomalie delle precipitazioni (%) – Scostamento delle precipitazioni previste rispetto alla climatologia di riferimento, generalmente espresso in termini percentuali o come differenza rispetto ai valori medi del periodo considerato.
Spread Ensemble – Misura della dispersione tra le diverse simulazioni che compongono un sistema ensemble. Uno spread elevato indica una maggiore divergenza degli scenari e quindi generalmente una minore prevedibilità; uno spread ridotto indica una maggiore convergenza delle simulazioni e, in genere, una maggiore confidenza nello scenario previsto.
Probabilità Ensemble – Percentuale di simulazioni che convergono verso uno stesso scenario atmosferico; maggiore è la probabilità, maggiore è la fiducia attribuita alla previsione.
A (Above Normal) – Valori previsti superiori alla media climatologica del periodo di riferimento.
N (Near Normal) – Valori previsti prossimi alla media climatologica del periodo di riferimento.
B (Below Normal) – Valori previsti inferiori alla media climatologica del periodo di riferimento.
Climatologia di riferimento – Periodo climatologico utilizzato come base per il calcolo e il confronto delle anomalie. Nelle nostre analisi viene adottata prevalentemente la normale climatologica WMO 1991–2020 per temperatura, precipitazioni e altri parametri meteorologici.
Anomalie termiche (850 hPa) – Scostamento della temperatura prevista sulla superficie isobarica di 850 hPa, situata mediamente intorno a 1.500 m di quota, rispetto alla climatologia di riferimento. Rappresenta un importante indicatore per analizzare avvezioni calde o fredde, anomalie delle masse d’aria e configurazioni termiche su larga scala.
Anomalie delle precipitazioni (%) – Scostamento delle precipitazioni previste rispetto alla climatologia di riferimento, generalmente espresso in termini percentuali o come differenza rispetto ai valori medi del periodo considerato.
Spread Ensemble – Misura della dispersione tra le diverse simulazioni che compongono un sistema ensemble. Uno spread elevato indica una maggiore divergenza degli scenari e quindi generalmente una minore prevedibilità; uno spread ridotto indica una maggiore convergenza delle simulazioni e, in genere, una maggiore confidenza nello scenario previsto.
Probabilità Ensemble – Percentuale di simulazioni che convergono verso uno stesso scenario atmosferico; maggiore è la probabilità, maggiore è la fiducia attribuita alla previsione.