Vai ai contenuti

Ottobre 2026 - meteocantu

Salta menù
Salta menù
Salta menù

Ottobre 2026


OTTOBRE 2026 – Analisi Climatica e Proiezioni Sinottiche
DINAMICHE STAGIONALI: ANOMALIE, TELECONNESSIONI E SCENARI EVOLUTIVI

📆 Ultimo aggiornamento: 22 settembre 2026 – 👉 Ottobre verso un volto più autunnale: temperature ancora sopra la norma, ma circolazione più dinamica e maggiore instabilità soprattutto nella prima parte del mese.
🌎 Focus climatico – El Niño 2026: El Niño molto forte e in ulteriore intensificazione, con IOD positivo probabile. Sull'Europa gli effetti restano indiretti: determinanti la circolazione euro-atlantica, la posizione del getto e lo stato termico del Mediterraneo.
Rubrica sulle Tendenze Climatiche Stagionali – Italia
OTTOBRE 2026 – Analisi e Outlook Evolutivo (Italia / Nord Italia)
Aggiornamento a cura della redazione meteo


Assetto barico emisferico e configurazione sinottica
Ottobre 2026 rappresenta il secondo mese dell’autunno meteorologico e si inserisce in una fase stagionale nella quale la circolazione atmosferica europea tende fisiologicamente a diventare più dinamica.
Le indicazioni disponibili delineano per l’Italia un quadro caratterizzato da temperature complessivamente orientate sopra la climatologia, mentre il segnale relativo alle precipitazioni rimane decisamente più complesso e dipendente dalla posizione delle depressioni atlantiche e mediterranee.
Le elaborazioni stagionali C3S aggiornate a settembre confermano inoltre un contesto climatico globale fortemente condizionato dal rapido rafforzamento di El Niño, ormai pienamente instaurato nel Pacifico tropicale. Il sistema multi-modello europeo prevede un ulteriore rafforzamento del fenomeno verso la fine dell’anno.
Sul comparto europeo e mediterraneo, tuttavia, l’influenza di ENSO rimane indiretta: l’evoluzione di ottobre dipenderà soprattutto dalla configurazione della circolazione euro-atlantica, dalla posizione della corrente a getto e dall’alternanza tra promontori anticiclonici e saccature provenienti dall’Atlantico.
Gli elementi principali da monitorare durante ottobre saranno quindi:
  • possibile maggiore dinamicità della circolazione nella prima parte del mese;
  • esposizione del Nord Italia alle perturbazioni atlantiche e alle correnti meridionali prefrontali;
  • temperature mensili ancora complessivamente orientate sopra la norma;
  • Mediterraneo ancora caratterizzato da un importante contenuto termico;
  • possibilità di fasi perturbate accompagnate da precipitazioni localmente abbondanti;
  • eventuali temporanee discese di aria più fredda dietro i sistemi perturbati;
  • possibile alternanza, nella seconda parte del mese, tra periodi più stabili e nuove fasi instabili.

→ Ottobre potrebbe quindi mostrare un volto più propriamente autunnale rispetto a settembre, soprattutto attraverso una maggiore alternanza tra fasi perturbate e periodi più stabili, senza tuttavia escludere nuove parentesi miti o molto miti.


Evoluzione rispetto a settembre
Settembre ha rappresentato il passaggio tra la lunga fase estiva e l’inizio dell’autunno meteorologico.
Ottobre dovrebbe accentuare progressivamente questa transizione. Le elaborazioni disponibili suggeriscono infatti la possibilità che la dinamicità atmosferica presente tra la parte finale di settembre e l’inizio di ottobre possa proseguire durante la prima parte del mese.
Le simulazioni a lunga scadenza mostrano una possibile maggiore esposizione dell’Europa centro-meridionale alle ondulazioni della corrente a getto, con alternanza tra saccature atlantiche e temporanee rimonte anticicloniche.
Questo tipo di configurazione sarebbe favorevole a un andamento meteorologico altalenante, soprattutto sul Nord Italia: fasi piovose o temporalesche potrebbero essere intervallate da pause più asciutte e soleggiate.
Un eventuale ingresso di aria più fredda successivo al transito di una depressione potrebbe inoltre determinare una temporanea diminuzione più marcata delle temperature, soprattutto sulle regioni settentrionali e sulle Alpi.
Non sarebbe tuttavia necessariamente l’inizio di una fase fredda persistente: nuove rimonte anticicloniche potrebbero successivamente riportare temperature miti e superiori alle medie stagionali.


Focus Italia – OTTOBRE 2026
Autunno più dinamico, ma ancora termicamente mite
Il segnale termico disponibile per ottobre rimane orientato verso temperature mediamente superiori alla climatologia.
Anche le tendenze stagionali elaborate dal Consorzio LaMMA indicano per ottobre temperature sopra la norma, mentre il numero complessivo di giorni piovosi viene previsto vicino alla media.
Questo non significa però che tutto il mese sarà caldo o stabile.
In una stagione di transizione come l’autunno, un’anomalia mensile positiva può derivare dall’alternanza tra periodi molto miti e temporanee fasi più fresche. La media finale del mese può quindi risultare superiore alla norma anche in presenza di alcuni episodi caratterizzati da temperature inferiori alla climatologia.
Il quadro italiano potrebbe presentare differenze regionali significative.
Il Nord rimarrebbe maggiormente esposto alle ondulazioni atlantiche e alle perturbazioni provenienti dall’Europa occidentale.
Il Centro potrebbe trovarsi alternativamente coinvolto dalle fasi perturbate settentrionali oppure interessato da richiami miti meridionali.
Il Sud e le Isole potrebbero invece sperimentare periodi più frequentemente miti o caldi durante le risalite subtropicali, pur con la possibilità di fasi instabili mediterranee.


Nord Italia – Evoluzione attesa
Il Nord Italia rappresenta ancora una volta il settore maggiormente sensibile alle oscillazioni della circolazione euro-atlantica.
Prima parte del mese
La fase iniziale di ottobre potrebbe mantenere una maggiore predisposizione all’instabilità, soprattutto qualora proseguisse la configurazione perturbata sviluppatasi nella parte finale di settembre.
In presenza di correnti meridionali o sud-occidentali, le regioni settentrionali potrebbero essere interessate da:
  • piogge e rovesci;
  • temporali localmente organizzati;
  • precipitazioni abbondanti soprattutto sui settori alpini e prealpini;
  • ventilazione meridionale sostenuta;
  • forti differenze pluviometriche tra aree relativamente vicine.

Piemonte, Liguria, Lombardia, fascia alpina e prealpina e successivamente Nord-Est rappresentano le aree da monitorare maggiormente durante eventuali configurazioni caratterizzate da persistenti correnti umide meridionali.
Il Mediterraneo ancora molto caldo può fornire importanti quantità di calore e vapore acqueo ai bassi strati atmosferici. Questo costituisce un fattore favorevole all’intensificazione delle precipitazioni quando sono contemporaneamente presenti instabilità, sollevamento e convergenza dei venti, ma non rappresenta da solo una causa sufficiente per produrre fenomeni estremi. Il medesimo principio viene sottolineato anche dal Consorzio LaMMA.

Parte centrale del mese
Durante la parte centrale di ottobre aumenta l’incertezza.
Alcune elaborazioni suggeriscono la possibilità di un temporaneo ingresso di aria più fredda in seguito al passaggio di una depressione, con calo termico anche sensibile sul Nord Italia.
In questo scenario la quota neve potrebbe temporaneamente abbassarsi sulle Alpi, soprattutto durante le fasi immediatamente successive al transito dei sistemi perturbati.
Si tratterebbe però di una possibilità sinottica e non di un segnale sufficientemente robusto per prevedere già oggi un’irruzione fredda in una determinata data.

Seconda metà e parte finale
Procedendo verso la seconda metà del mese potrebbe aumentare la possibilità di periodi più stabili, alternati comunque a nuovi passaggi perturbati.
Eventuali rimonte anticicloniche potrebbero favorire giornate miti e soleggiate soprattutto in montagna e sulle zone collinari, mentre sulle pianure l’aumento delle ore notturne e l’inversione termica potrebbero progressivamente favorire foschie, nebbie e maggiore ristagno dell’umidità.
Verso la parte finale di ottobre rimane possibile il ritorno di correnti meridionali o sciroccali in risposta a nuove depressioni sull’Europa occidentale o sul Mediterraneo.

→ Il segnale complessivo non indica quindi un ottobre costantemente perturbato, ma piuttosto un mese potenzialmente caratterizzato da una marcata alternanza tra fasi instabili e periodi più stabili.

Temperature
Le indicazioni stagionali mantengono per ottobre un segnale prevalentemente orientato verso temperature superiori alla media sull’Italia. La tendenza LaMMA aggiornata a fine agosto indica esplicitamente temperature sopra norma per ottobre.
Nord: temperature complessivamente miti, ma con oscillazioni anche importanti in corrispondenza dei passaggi perturbati. Possibili temporanee fasi più fresche.
Centro: prevalenza di valori miti o sopra media, soprattutto durante le risalite meridionali.
Sud e Isole: maggiore possibilità di anomalie positive durante le fasi caratterizzate da correnti subtropicali.

→ Il segnale mensile rimane orientato verso un ottobre complessivamente mite, senza escludere brevi fasi termiche di segno opposto.


Precipitazioni
Come già evidenziato nell’outlook di settembre, la previsione delle precipitazioni presenta un’incertezza decisamente superiore rispetto a quella delle temperature.
Per ottobre le indicazioni disponibili non mostrano un segnale sufficientemente robusto da sostenere un mese uniformemente più piovoso della norma sull’Italia.
LaMMA indica attualmente un numero di giorni piovosi vicino alla media, mentre la distribuzione effettiva delle precipitazioni dipenderà dalla posizione delle singole strutture depressionarie.
Sul Nord Italia eventuali correnti persistenti da sud o sud-ovest potrebbero favorire accumuli importanti soprattutto su:
Liguria – Piemonte – Lombardia – Alpi – Prealpi – Triveneto.
Particolare attenzione dovrà essere rivolta alle configurazioni nelle quali le correnti umide mediterranee interagiscono con l’orografia alpina e prealpina.

→ Anche per ottobre il dato mensile delle precipitazioni potrebbe nascondere una distribuzione fortemente irregolare: lunghi intervalli relativamente asciutti possono coesistere con pochi episodi capaci di produrre una parte consistente dell’accumulo mensile.


Segnale dominante – Ottobre 2026
temperature complessivamente sopra la norma;
→ maggiore dinamicità atmosferica possibile soprattutto nella prima parte del mese;
→ Nord Italia maggiormente esposto alle perturbazioni atlantiche;
→ possibilità di episodi piovosi o temporaleschi localmente intensi in presenza di correnti meridionali;
→ possibile temporaneo calo termico durante il passaggio delle saccature più organizzate;
→ alternanza tra fasi perturbate e periodi più stabili;
→ Mediterraneo ancora termicamente molto caldo e capace di fornire umidità ed energia alle perturbazioni;
→ segnale pluviometrico decisamente meno robusto rispetto a quello termico.


El Niño verso un’intensità eccezionale
Rispetto alla rubrica di settembre, emergono nuovi elementi che confermano un ulteriore rafforzamento di El Niño.
El Niño non soltanto è pienamente instaurato, ma durante agosto si è ulteriormente intensificato.
Secondo NOAA/CPC, ad agosto l’anomalia nella regione Niño-3.4 ha raggiunto +1,8 °C, mentre nel Pacifico equatoriale orientale sono state osservate anomalie superiori a +3 °C. NOAA indica inoltre una probabilità superiore al 90% che l’evento raggiunga un’intensità “very strong” durante l’autunno e l’inverno 2026-27.
Per il trimestre ottobre-novembre-dicembre 2026, l’outlook ufficiale NOAA relativo al RONI presenta un valore mediano previsto di circa +2,67 °C, confermando la possibilità di un episodio di intensità eccezionale.
Anche la WMO delinea un quadro particolarmente significativo: le elaborazioni multimodello per settembre-novembre indicano un’anomalia media della regione Niño-3.4 di circa +3,6 °C, con un’ulteriore intensificazione prevista verso novembre-dicembre.
Parallelamente, i modelli indicano il probabile sviluppo di un IOD positivo (Indian Ocean Dipole) durante l’autunno, con un valore stagionale previsto intorno a +0,9 °C. Il segnale è quindi da monitorare nelle prossime settimane, evitando per il momento di considerare l’IOD positivo come definitivamente consolidato.

E per Europa e Italia?
È fondamentale non trasformare questi segnali teleconnettivi in una relazione automatica con il tempo atteso sull’Europa.
L’influenza di El Niño sul continente europeo è infatti molto meno diretta rispetto ad altre regioni del pianeta. Una maggiore intensità dell’evento può aumentare la probabilità di alcuni effetti climatici associati a ENSO, ma non determina da sola l’evoluzione atmosferica europea e mediterranea.
Per l’Italia continueranno quindi a essere determinanti la posizione della corrente a getto, l’assetto della circolazione euro-atlantica, l’evoluzione di NAO e AO, la MJO, l’eventuale consolidamento dell’IOD positivo, le anomalie termiche dell’Atlantico e lo stato termico del Mediterraneo.

→ Per ottobre, quindi, El Niño rappresenta un elemento di grande rilievo nello scenario climatico globale, ma non consente da solo di stabilire l’evoluzione meteorologica sull’Italia. Sarà soprattutto la configurazione della circolazione euro-atlantica e la sua interazione con un Mediterraneo ancora molto caldo a modulare l’alternanza tra fasi perturbate, rimonte anticicloniche e oscillazioni termiche.

Sintesi finale
Ottobre 2026 potrebbe rappresentare un ulteriore passo verso una configurazione pienamente autunnale, soprattutto sul Nord Italia.
Il quadro attuale suggerisce temperature mensili complessivamente superiori alla norma, ma inserite in una circolazione potenzialmente più dinamica rispetto ai mesi estivi.
La prima parte del mese merita particolare attenzione per la possibile prosecuzione della fase instabile tra fine settembre e inizio ottobre. Eventuali perturbazioni accompagnate da correnti meridionali potrebbero trovare nel Mediterraneo ancora caldo una notevole disponibilità di calore e umidità, aumentando il potenziale precipitativo laddove la configurazione atmosferica risultasse favorevole.
Successivamente potrebbe verificarsi una maggiore alternanza tra pause anticicloniche, fasi miti e nuovi passaggi perturbati, con possibili temporanei cali termici al seguito delle depressioni.
Non emerge invece un segnale sufficientemente affidabile per definire ottobre nel suo complesso come un mese eccezionalmente piovoso: la distribuzione delle precipitazioni rimane l’elemento maggiormente incerto dell’outlook.

→ Il quadro più plausibile è quindi quello di un ottobre complessivamente mite ma dinamico, con il Nord Italia maggiormente esposto alle oscillazioni atlantiche e con la possibilità di episodi perturbati anche significativi alternati a periodi più stabili.


Carta delle anomalie mensili sull’Italia: sintesi delle principali deviazioni climatiche attese su scala locale per ottobre 2026.


Carta delle anomalie termiche a 850 hPa (1500 m) previste per ottobre 2026. Elaborazione MeteoCantù su dati ECMWF ENS – Copernicus.


Carta di sintesi delle anomalie climatiche europee attese per ottobre 2026.



Carta di sintesi dello scenario teleconnettivo atteso per l’autunno 2026.

📌 Attendibilità dell'Outlook: medio-alta per la tendenza termica generale, orientata verso temperature complessivamente sopra la norma; moderata per l'evoluzione delle precipitazioni e della seconda parte del mese, dove tempistica, intensità e distribuzione delle eventuali fasi perturbate rimangono caratterizzate da maggiore incertezza.
🌡️ Mediterraneo: il bacino conserva un importante contenuto termico e rappresenta un elemento da monitorare durante le fasi perturbate. Il mare caldo può fornire maggiori quantità di calore e vapore acqueo, favorendo il potenziale precipitativo quando sono presenti condizioni atmosferiche favorevoli, senza tuttavia determinare automaticamente fenomeni meteorologici estremi.
🌎 El Niño 2026: il fenomeno è ormai molto forte e in ulteriore intensificazione, mentre rimane probabile lo sviluppo di un IOD positivo. Gli effetti sull'Europa restano indiretti: per l'Italia saranno determinanti soprattutto la circolazione euro-atlantica, la posizione della corrente a getto e l'evoluzione termica del Mediterraneo.
🔄 Monitoraggio: outlook soggetto ad aggiornamento sulla base dell'evoluzione della circolazione euro-atlantica, dei principali modelli stagionali e degli indici teleconnettivi, con particolare attenzione a ENSO, IOD, NAO e AO.
Nota tecnica

L'outlook di ottobre 2026 integra dati ECMWF/Copernicus, CFSv2-NOAA, NOAA/CPC e WMO, osservazioni regionali e dataset MeteoCantù 2007–2026.

Il quadro evidenzia temperature complessivamente orientate sopra la norma, un El Niño molto forte e in ulteriore intensificazione, il probabile sviluppo di un IOD positivo e un Mediterraneo ancora caratterizzato da un importante contenuto termico. La circolazione euro-atlantica potrebbe risultare più dinamica soprattutto nella prima parte del mese, con il Nord Italia maggiormente esposto alle oscillazioni atlantiche e a eventuali fasi perturbate, alternate successivamente a periodi più stabili. Il segnale relativo alle precipitazioni rimane tuttavia meno robusto rispetto a quello termico.

ENSO, NAO/AO, IOD, MJO, QBO e Jet Stream vengono monitorati come elementi della circolazione globale, senza attribuire a un singolo indice un rapporto diretto con l'evoluzione meteorologica italiana. In particolare, gli effetti di El Niño sull'Europa rimangono indiretti e dipendenti dalla configurazione della circolazione euro-atlantica.

→ L'outlook rappresenta una tendenza probabilistica mensile: l'affidabilità è maggiore per il segnale termico, mentre risulta inferiore per distribuzione e intensità delle precipitazioni e diminuisce con l'aumentare dell'orizzonte temporale.

El Niño è pienamente sviluppato e in ulteriore intensificazione, con una probabilità superiore al 90% di raggiungere un'intensità molto forte durante l'autunno-inverno 2026-27, secondo gli aggiornamenti NOAA/CPC. Le elaborazioni WMO confermano inoltre un ulteriore rafforzamento del fenomeno verso la parte finale dell'anno.

Il fenomeno rappresenta un'importante forzante della circolazione atmosferica globale, ma i suoi effetti su Europa e Italia rimangono indiretti e dipendono dall'interazione con la circolazione euro-atlantica, la posizione del Jet Stream, NAO/AO, MJO e gli altri principali indici teleconnettivi. Anche il probabile sviluppo di un IOD positivo costituisce un ulteriore elemento da monitorare durante l'autunno.

Il Mediterraneo ancora molto caldo rappresenta inoltre un'importante riserva di calore e umidità durante eventuali fasi perturbate, potendo aumentare il potenziale precipitativo quando la configurazione atmosferica risulta favorevole, senza tuttavia implicare automaticamente lo sviluppo di fenomeni estremi.

→ El Niño costituisce quindi una delle principali forzanti climatiche globali dell'autunno 2026, ma non determina direttamente l'evoluzione meteorologica sull'Italia: saranno soprattutto la configurazione euro-atlantica e la sua interazione con il Mediterraneo a modulare gli effetti sul nostro territorio.
Legenda tecnica – Indici e parametri meteorologici

ENSO (El Niño–Southern Oscillation) – Attualmente in fase El Niño pienamente sviluppata e in ulteriore intensificazione. Gli aggiornamenti NOAA/CPC indicano una probabilità superiore al 90% che l'evento raggiunga un'intensità molto forte durante l'autunno-inverno 2026-27, mentre le elaborazioni WMO confermano un ulteriore rafforzamento verso la parte finale dell'anno. ENSO comprende El Niño (fase calda) e La Niña (fase fredda) ed è uno dei principali modi di variabilità climatica del sistema oceano-atmosfera tropicale.

NAO (North Atlantic Oscillation) – Descrive le variazioni del gradiente di pressione atmosferica tra l'area subtropicale atlantica e quella subpolare, tradizionalmente associate all'Anticiclone delle Azzorre e alla Depressione d'Islanda. Una fase NAO+ è generalmente associata a un flusso occidentale più intenso sull'Atlantico settentrionale; una fase NAO− può favorire una circolazione più meridiana e una maggiore possibilità di blocchi atmosferici. Durante ottobre rappresenterà uno degli elementi da monitorare per valutare l'assetto della circolazione euro-atlantica, ma gli effetti sull'Italia dipenderanno dalla configurazione sinottica complessiva.

AO (Arctic Oscillation) – Oscillazione della circolazione atmosferica alle alte latitudini dell'emisfero settentrionale. Una fase AO+ tende a favorire una circolazione circumpolare più compatta; una fase AO− è generalmente associata a una maggiore possibilità di ondulazioni e scambi meridiani. Con l'avanzare dell'autunno il suo monitoraggio assume progressivamente maggiore interesse, senza tuttavia consentire una relazione automatica con l'evoluzione meteorologica sull'Italia.

QBO (Quasi-Biennial Oscillation) – Alternanza dei venti stratosferici equatoriali tra regime occidentale e orientale, con una periodicità media di circa 28 mesi. Può contribuire alla modulazione della circolazione stratosferica ed emisferica, con effetti che diventano particolarmente interessanti procedendo verso la stagione fredda.

IOD (Indian Ocean Dipole) – Oscillazione delle temperature superficiali dell'Oceano Indiano tra il settore occidentale e quello orientale. Una fase IOD+ presenta generalmente acque relativamente più calde nel settore occidentale e più fredde in quello orientale, mentre una fase IOD− mostra la configurazione opposta. Per l'autunno 2026 i modelli indicano il probabile sviluppo di una fase IOD positiva, con le elaborazioni WMO che prospettano un valore stagionale intorno a +0,9 °C. Il segnale rimane da monitorare nelle prossime settimane e deve essere valutato insieme a El Niño e agli altri elementi della circolazione globale, senza considerare per il momento l'IOD positivo come definitivamente consolidato.

MJO (Madden-Julian Oscillation) – Oscillazione intrastagionale della convezione tropicale che si propaga prevalentemente verso est, con una periodicità tipica di circa 30–60 giorni. Può contribuire alla modulazione delle onde atmosferiche e della circolazione extratropicale, influ

ENSO – El Niño pienamente sviluppato e in ulteriore intensificazione, con elevata probabilità di raggiungere un’intensità molto forte durante l’autunno-inverno 2026-27.

NAO – Modula l’intensità e la configurazione del flusso atlantico: NAO+ generalmente associata a una circolazione più zonale; NAO− più favorevole a ondulazioni e possibili blocchi atmosferici.

AO – Descrive la circolazione alle alte latitudini: AO+ generalmente associata a una circolazione circumpolare più compatta; AO− più favorevole a ondulazioni e scambi meridiani.

QBO – Alternanza dei venti stratosferici equatoriali, con ciclo medio di circa 28 mesi; assume progressivamente maggiore interesse procedendo verso la stagione fredda.

IOD – Dipolo termico dell’Oceano Indiano; per l’autunno 2026 viene monitorato il probabile sviluppo di una fase positiva (IOD+), non ancora da considerare definitivamente consolidata.

MJO – Oscillazione della convezione tropicale, con periodicità tipica di circa 30–60 giorni, capace di modulare indirettamente le onde atmosferiche, la circolazione extratropicale e il Jet Stream.

→ Nessun indice determina singolarmente il tempo sull’Italia: ENSO, NAO/AO, QBO, IOD e MJO vengono analizzati insieme alla posizione del Jet Stream, alla circolazione euro-atlantica e ai modelli previsionali.

Blocking – Configurazione anticiclonica persistente che può deviare o rallentare il normale flusso atmosferico, favorendo la persistenza delle condizioni meteorologiche.

Cut-off / Goccia fredda – Depressione isolata dal flusso principale, associata ad aria più fredda in quota e capace di favorire condizioni di instabilità anche persistenti.

Saccatura – Estensione di una struttura di bassa pressione e di aria relativamente più fredda verso latitudini meridionali, spesso associata a maggiore instabilità atmosferica.

Promontorio anticiclonico – Espansione di una struttura di alta pressione verso latitudini più settentrionali, generalmente associata a maggiore stabilità atmosferica e, soprattutto nella stagione calda, a temperature elevate.

Omega Blocking – Configurazione di blocco caratterizzata da una disposizione della circolazione simile alla lettera greca Ω, spesso associata a elevata persistenza e a una lenta evoluzione dello scenario atmosferico.

Rex Block – Configurazione caratterizzata generalmente da un’alta pressione alle latitudini più settentrionali e da una depressione più a sud, capace di rallentare o modificare il normale flusso atmosferico.

Jet Stream – Intensa corrente di venti occidentali presente prevalentemente nell’alta troposfera, fondamentale nel guidare e modulare la traiettoria delle perturbazioni e l’evoluzione della circolazione alle medie latitudini.

→ Queste configurazioni descrivono la struttura e l’evoluzione della circolazione atmosferica: nessuna di esse determina singolarmente il tempo sull’Italia e deve essere interpretata nel contesto del quadro sinottico generale.

ECMWF (IFS) – Modello globale del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine, uno dei principali riferimenti per le previsioni a medio termine.

GFS (Global Forecast System) – Modello globale NOAA/NCEP, utilizzato per l’analisi e la previsione dell’evoluzione atmosferica a medio e lungo termine.

CFSv2 (Climate Forecast System Version 2) – Sistema NOAA/NCEP dedicato principalmente alle previsioni climatiche sub-stagionali e stagionali, utilizzato anche per outlook mensili e analisi delle anomalie.

ICON – Modello numerico del DWD tedesco, utilizzato per previsioni atmosferiche globali e regionali ad alta risoluzione.

UKMO – Sistema previsionale del Met Office britannico, utile anche nel confronto tra differenti scenari modellistici.

GEM (Global Environmental Multiscale Model) – Modello meteorologico canadese utilizzato per previsioni globali e regionali.

ECMWF Monthly Outlook – Previsioni ensemble sub-stagionali utilizzate per valutare probabilisticamente l’evoluzione delle settimane successive, attraverso anomalie e segnali rispetto alla climatologia.

Ensemble (EPS / GEFS) – Insieme di numerose simulazioni dello stesso sistema previsionale, ottenute introducendo variazioni nelle condizioni iniziali e/o nella rappresentazione del modello. Permette di valutare probabilità, dispersione e grado di affidabilità dei diversi scenari.

→ Il confronto tra differenti modelli, ensemble e aggiornamenti successivi consente di individuare i segnali maggiormente condivisi e di valutarne l’incertezza: soprattutto sulle lunghe scadenze, non è la singola emissione modellistica a determinare una previsione affidabile, ma la persistenza e la convergenza del segnale tra più elaborazioni.

A / N / B – Above / Near / Below Normal – Indicano valori rispettivamente sopra, prossimi o sotto la media climatologica di riferimento.

Climatologia di riferimento – Periodo utilizzato come base per il calcolo delle anomalie. Per le elaborazioni climatiche attuali viene prevalentemente utilizzato il trentennio WMO 1991–2020.

Anomalie termiche a 850 hPa – Scostamento della temperatura rispetto alla media climatologica al livello isobarico di 850 hPa, situato indicativamente intorno a 1.500 metri di quota, con altezza effettiva variabile in funzione delle condizioni atmosferiche.

Anomalie delle precipitazioni – Scostamento delle precipitazioni previste o osservate rispetto alla climatologia di riferimento, espresso in quantità assolute, percentuali o categorie probabilistiche a seconda del prodotto utilizzato.

Spread Ensemble – Misura della dispersione tra le diverse simulazioni di un sistema ensemble: spread ridotto indica maggiore convergenza, mentre uno spread elevato segnala una maggiore divergenza degli scenari e quindi, generalmente, una maggiore incertezza.

Probabilità Ensemble – Percentuale di membri dell’ensemble che supportano un determinato scenario o il superamento di una determinata soglia. Una percentuale maggiore indica maggiore supporto modellistico, ma non equivale a una certezza dell’evento.

→ Anomalie, probabilità e spread devono sempre essere interpretati rispetto alla climatologia utilizzata, all’orizzonte temporale e al prodotto modellistico considerato: rappresentano strumenti probabilistici e diagnostici, non valori deterministici.
© Copyright Meteocantu - Tutti i diritti riservati - Realizzato e Progettato da:  SCWebSolution     
Torna ai contenuti