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Novembre 2026 - meteocantu

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Novembre 2026


NOVEMBRE 2026 – Analisi Climatica e Proiezioni Sinottiche
DINAMICHE STAGIONALI: ANOMALIE, TELECONNESSIONI E SCENARI EVOLUTIVI

📆 Ultimo aggiornamento: 29 ottobre 2026 – 👉 Novembre verso un autunno avanzato ancora mite: temperature complessivamente sopra la norma, con possibili fasi umide e perturbate soprattutto al Nord Italia, alternate a periodi più stabili e anticiclonici.
🌎 Focus climatico – El Niño 2026: El Niño continua a rafforzarsi e presenta un'elevata probabilità di mantenere un'intensità forte o molto forte durante l'inverno 2026–27. Anche l'eventuale consolidamento di un IOD positivo rimane da monitorare. Sull'Europa gli effetti di ENSO restano comunque indiretti: saranno soprattutto la circolazione euro-atlantica, la posizione della corrente a getto e lo stato termico del Mediterraneo a modulare l'evoluzione meteorologica.

Rubrica sulle Tendenze Climatiche Stagionali – Italia

NOVEMBRE 2026 – Analisi e Outlook Evolutivo (Italia / Nord Italia)

Aggiornamento a cura della redazione MeteoCantù – 29 ottobre 2026


Assetto barico emisferico e configurazione sinottica

Novembre 2026 rappresenta l'ultimo mese dell'autunno meteorologico e costituisce una fase di transizione particolarmente significativa verso la stagione invernale.

Il progressivo raffreddamento del continente europeo, l'aumento del contrasto termico tra alte e medie latitudini e la maggiore attività della circolazione occidentale favoriscono, climatologicamente, una crescente variabilità delle condizioni atmosferiche.

Le indicazioni stagionali esaminate per novembre delineano un quadro caratterizzato da temperature mediamente orientate sopra la climatologia su buona parte dell'Europa e dell'Italia, mentre il segnale relativo alle precipitazioni appare meno definito e maggiormente dipendente dalla disposizione delle principali figure bariche.

Le elaborazioni del modello climatologico NOAA/NCEP CFSv2, inizializzate il 26 settembre 2026, mostrano anomalie termiche positive a 850 hPa su gran parte del continente europeo, con valori particolarmente elevati sull'Europa orientale.

Anche il confronto con le indicazioni stagionali di ECMWF/Copernicus e Consorzio LaMMA sostiene uno scenario generalmente mite, pur con differenze nella distribuzione delle anomalie e nella rappresentazione delle precipitazioni.

Sul comparto euro-atlantico, l'elemento determinante sarà soprattutto la posizione della corrente a getto, capace di modulare l'alternanza tra promontori anticiclonici, saccature atlantiche e richiami di correnti meridionali verso il Mediterraneo.

Gli elementi principali da monitorare durante novembre saranno quindi:

  • possibile prevalenza di temperature mensili superiori alla norma;
  • alternanza tra fasi anticicloniche e passaggi perturbati;
  • maggiore esposizione del Nord Italia ai flussi umidi atlantici e meridionali;
  • possibili precipitazioni significative sui settori alpini e prealpini in presenza di configurazioni favorevoli;
  • quota neve alpina potenzialmente elevata durante le fasi miti;
  • eventuali temporanei ingressi di aria più fredda;
  • progressiva diffusione di inversioni termiche, foschie e nebbie durante le fasi stabili;
  • ruolo delle anomalie termiche marine e della circolazione euro-atlantica nell'evoluzione meteorologica.

→ Novembre potrebbe quindi presentare caratteristiche tipicamente autunnali, attraverso l'alternanza tra periodi miti e relativamente stabili e fasi più umide o perturbate, senza evidenziare al momento un segnale sufficientemente robusto di freddo persistente sull'Italia.


Evoluzione rispetto a ottobre

Ottobre ha rappresentato una fase importante del progressivo passaggio verso condizioni più propriamente autunnali.

L'outlook precedente aveva evidenziato la possibilità di una maggiore dinamicità atmosferica, soprattutto durante la prima parte del mese, accompagnata da temperature complessivamente orientate sopra la climatologia.

Per novembre, le elaborazioni disponibili suggeriscono la prosecuzione di un contesto termico relativamente mite, ma inserito in una fase stagionale nella quale l'evoluzione della circolazione atmosferica può diventare particolarmente variabile.

Rispetto a ottobre, aumentano fisiologicamente le ore notturne, diminuisce l'energia solare disponibile e si rafforzano i meccanismi favorevoli al raffreddamento dei bassi strati atmosferici.

Questa evoluzione può determinare contrasti sempre più evidenti tra pianura e montagna, soprattutto durante i periodi anticiclonici.

Sulle Alpi e sulle Prealpi, infatti, la presenza di aria relativamente mite in quota potrebbe favorire temperature superiori alle medie stagionali, mentre nelle pianure e nelle valli potrebbero svilupparsi inversioni termiche, nebbie e ristagno dell'umidità.

Durante le eventuali fasi perturbate, invece, il richiamo di correnti meridionali potrebbe mantenere temperature relativamente elevate e favorire precipitazioni anche abbondanti laddove il flusso umido interagisse con l'orografia.

→ Il passaggio da ottobre a novembre potrebbe quindi essere caratterizzato da un progressivo raffreddamento stagionale, senza che questo implichi necessariamente anomalie termiche negative rispetto alla climatologia.


Focus Italia – NOVEMBRE 2026

Autunno avanzato ancora mite, con possibili fasi umide e perturbate

Il segnale termico disponibile per novembre appare prevalentemente orientato verso temperature superiori alla media climatologica 1991–2020.

Le indicazioni dei principali sistemi stagionali europei e del modello CFSv2 risultano generalmente compatibili con questa impostazione.

Il Consorzio LaMMA evidenzia inoltre la possibilità di condizioni relativamente miti, accompagnate da una distribuzione delle precipitazioni potenzialmente differenziata tra le varie regioni italiane.

Particolare attenzione viene rivolta al Nord Italia e all'alta Toscana, dove la presenza di flussi meridionali potrebbe favorire una maggiore frequenza di giornate piovose.

Questo non significa, tuttavia, che novembre debba risultare costantemente perturbato.

La circolazione autunnale può infatti alternare periodi anticiclonici relativamente prolungati a passaggi depressionari più rapidi e organizzati.

Allo stesso modo, un'anomalia termica mensile positiva non esclude temporanei episodi freddi.

La media finale del mese potrebbe risultare superiore alla norma anche in presenza di alcuni intervalli caratterizzati da temperature inferiori alla climatologia.


Nord Italia – Evoluzione attesa

Il Nord Italia rappresenta uno dei settori maggiormente sensibili alle oscillazioni della circolazione euro-atlantica, soprattutto durante i mesi autunnali.

La presenza della catena alpina, la vicinanza del Mediterraneo e l'interazione tra masse d'aria di diversa origine possono favorire configurazioni meteorologiche particolarmente articolate.

Per novembre emerge uno scenario potenzialmente caratterizzato da condizioni mediamente miti, con possibili fasi umide e perturbate alternate a periodi più stabili.

Prima parte del mese

Durante la prima parte di novembre, le indicazioni disponibili suggeriscono la possibilità di una circolazione ancora relativamente mite, con alternanza tra temporanee fasi anticicloniche e passaggi instabili.

In presenza di correnti occidentali o sud-occidentali, il Nord Italia potrebbe essere interessato da:

  • aumento della nuvolosità;
  • piogge e rovesci a carattere intermittente;
  • precipitazioni più organizzate sui settori esposti ai flussi umidi;
  • ventilazione meridionale o sud-occidentale;
  • temperature relativamente elevate per il periodo;
  • neve prevalentemente alle quote alpine più elevate durante i richiami miti.

Piemonte, Liguria, Lombardia, fascia alpina e prealpina e successivamente Nord-Est rappresentano i settori da monitorare durante eventuali configurazioni caratterizzate da correnti umide meridionali.

Le precipitazioni potrebbero risultare particolarmente influenzate dall'orografia, con differenze anche significative tra versanti esposti e aree sottovento.

Non emergono tuttavia elementi sufficientemente robusti per stabilire con precisione la data, l'intensità e la distribuzione dei singoli peggioramenti.

Parte centrale del mese

Durante la parte centrale di novembre aumenta l'incertezza relativa alla disposizione delle principali figure bariche.

Un eventuale rafforzamento dell'alta pressione sull'Europa centro-meridionale potrebbe favorire una fase più stabile, con temperature relativamente miti soprattutto in montagna e sulle aree collinari.

In pianura, invece, la maggiore durata della notte e il progressivo raffreddamento del suolo potrebbero favorire:

  • inversioni termiche;
  • foschie e nebbie;
  • nubi basse persistenti;
  • elevati valori di umidità relativa;
  • ridotta ventilazione;
  • maggiore ristagno degli inquinanti nei bassi strati.

Questo tipo di configurazione potrebbe determinare condizioni meteorologiche sensibilmente differenti tra la Pianura Padana e i rilievi alpini e prealpini.

La presenza di temperature sopra media a 850 hPa, infatti, non comporta necessariamente giornate miti e soleggiate al suolo.

In caso di inversione termica persistente, le pianure potrebbero registrare temperature relativamente basse anche durante una fase caratterizzata da anomalie positive in quota.

Un eventuale ritorno delle perturbazioni atlantiche potrebbe interrompere temporaneamente queste condizioni, favorendo ventilazione, rimescolamento atmosferico e nuove precipitazioni.

Seconda metà e parte finale

Procedendo verso la seconda metà di novembre, l'incertezza previsionale aumenta ulteriormente.

Le elaborazioni stagionali non consentono di stabilire con sufficiente affidabilità se prevarranno configurazioni anticicloniche, flussi occidentali perturbati oppure temporanee discese di aria più fredda.

L'eventuale formazione di un promontorio anticiclonico sull'Atlantico o sull'Europa occidentale potrebbe favorire una maggiore ondulazione della corrente a getto e, in determinate configurazioni, l'ingresso di masse d'aria più fredde verso l'Europa centrale e il Mediterraneo.

Si tratta tuttavia di possibilità sinottiche e non di un segnale consolidato di irruzione fredda sull'Italia.

Un eventuale raffreddamento potrebbe determinare un abbassamento della quota neve sulle Alpi, soprattutto in presenza di precipitazioni contemporanee.

Durante le fasi più stabili, invece, potrebbero accentuarsi le inversioni termiche e diventare più frequenti le nebbie nelle pianure settentrionali.

→ Il segnale complessivo non indica quindi un novembre costantemente perturbato o stabilmente anticiclonico, ma un mese potenzialmente caratterizzato dall'alternanza tra fasi miti, periodi umidi e temporanee oscillazioni termiche.


Focus Lombardia, Brianza e Prealpi comasche

Per la Lombardia e il territorio canturino, novembre rappresenta climatologicamente uno dei mesi più significativi della stagione autunnale.

L'interazione tra la circolazione atlantica, il Mediterraneo e la barriera alpina può favorire precipitazioni anche importanti, soprattutto in presenza di persistenti correnti meridionali.

In uno scenario caratterizzato da flussi sud-occidentali o meridionali, le Prealpi lombarde e comasche potrebbero risultare particolarmente esposte alle precipitazioni orografiche.

Le correnti umide, incontrando i rilievi, vengono costrette a sollevarsi, favorendo condensazione e sviluppo delle precipitazioni.

La distribuzione degli accumuli dipenderebbe tuttavia dall'orientamento del flusso, dalla posizione dei minimi depressionari e dalla durata della configurazione.

Sul territorio di Cantù e della Brianza potrebbero quindi alternarsi:

  • giornate miti e umide;
  • periodi piovosi associati al transito delle perturbazioni;
  • temporanee schiarite tra un sistema frontale e il successivo;
  • fasi anticicloniche con foschie, nebbie e nubi basse;
  • possibili diminuzioni termiche al seguito di ingressi d'aria più fredda.

Un elemento particolarmente importante sarà la differenza tra temperature registrate in quota e condizioni effettive nei bassi strati atmosferici.

Durante le fasi anticicloniche, infatti, la Pianura Padana potrebbe sperimentare temperature massime relativamente contenute e forte umidità, mentre le aree montane potrebbero registrare condizioni più miti e soleggiate.

Durante i passaggi perturbati, invece, il richiamo di correnti meridionali potrebbe favorire un temporaneo aumento delle temperature e precipitazioni localmente significative.

Per le Alpi lombarde, la quota neve rimarrà strettamente dipendente dal profilo termico verticale e dall'intensità delle precipitazioni.

→ Per Cantù, Brianza e Prealpi comasche, novembre potrebbe quindi presentare un andamento tipicamente autunnale, con alternanza tra condizioni umide, fasi piovose e periodi più stabili, senza che il segnale termico mensile sopra norma escluda episodi di freddo nei bassi strati.


Temperature

Le indicazioni stagionali disponibili per novembre mantengono un segnale prevalentemente orientato verso temperature mediamente superiori alla climatologia sull'Italia.

La carta CFSv2 delle anomalie termiche a 850 hPa mostra valori generalmente positivi sull'Europa centro-meridionale, con anomalie più marcate sui settori orientali del continente.

Nord Italia: temperature complessivamente orientate sopra media, con oscillazioni legate ai passaggi perturbati e possibili inversioni termiche nelle pianure durante le fasi anticicloniche.

Centro Italia: prevalenza di condizioni relativamente miti, soprattutto durante i richiami meridionali, con possibili temporanee diminuzioni termiche al seguito delle perturbazioni.

Sud e Isole: maggiore possibilità di anomalie positive durante le fasi caratterizzate da correnti subtropicali o meridionali.

La presenza di anomalie positive in quota non deve tuttavia essere interpretata come garanzia di temperature costantemente elevate al suolo.

Durante novembre, infatti, l'irraggiamento notturno, la copertura nuvolosa, l'umidità e la ventilazione possono influenzare significativamente le temperature locali.

→ Il segnale mensile rimane orientato verso un novembre complessivamente mite, senza escludere temporanei episodi più freddi o condizioni termiche inferiori alla media nelle pianure interessate da inversioni persistenti.


Precipitazioni

Come già evidenziato negli outlook precedenti, la previsione delle precipitazioni presenta un'incertezza sensibilmente superiore rispetto a quella delle temperature.

Per novembre le indicazioni disponibili suggeriscono la possibilità di una maggiore esposizione del Nord Italia ai flussi umidi atlantici e meridionali.

Le elaborazioni stagionali del Consorzio LaMMA evidenziano un possibile aumento della frequenza delle giornate piovose su alcuni settori settentrionali e sull'alta Toscana.

Tale indicazione non implica necessariamente accumuli pluviometrici superiori alla norma sull'intero territorio nazionale.

La quantità complessiva delle precipitazioni dipenderà infatti dalla frequenza, dall'intensità e dalla persistenza dei singoli sistemi perturbati.

Sul Nord Italia, eventuali correnti persistenti da sud o sud-ovest potrebbero favorire accumuli importanti soprattutto su:

Liguria – Piemonte – Lombardia – Alpi – Prealpi – Triveneto.

Particolare attenzione dovrà essere rivolta alle configurazioni nelle quali le correnti umide mediterranee interagiscono con l'orografia alpina e prealpina.

In presenza di sistemi depressionari persistenti, questo meccanismo può favorire precipitazioni prolungate e localmente abbondanti.

Il Mediterraneo, ancora caratterizzato da un significativo contenuto termico dopo la stagione calda, può contribuire a fornire calore e vapore acqueo alle masse d'aria.

Un mare relativamente caldo, tuttavia, non determina automaticamente precipitazioni intense o fenomeni meteorologici estremi.

Perché si sviluppino episodi particolarmente significativi devono essere contemporaneamente presenti condizioni dinamiche favorevoli, adeguata disponibilità di umidità, sollevamento atmosferico e persistenza della configurazione.

→ Anche per novembre, il dato pluviometrico mensile potrebbe nascondere una distribuzione irregolare: periodi relativamente asciutti possono alternarsi a pochi episodi capaci di produrre una parte significativa dell'accumulo complessivo.


Segnale dominante – Novembre 2026

→ Temperature mensili complessivamente orientate sopra la norma;

→ possibile prevalenza di condizioni relativamente miti, soprattutto durante i richiami meridionali;

→ Nord Italia potenzialmente esposto ai flussi umidi atlantici e mediterranei;

→ alternanza tra fasi anticicloniche e passaggi perturbati;

→ possibilità di precipitazioni localmente abbondanti sui settori alpini e prealpini;

→ quota neve potenzialmente elevata durante le fasi miti e perturbate;

→ inversioni termiche, nebbie e nubi basse durante le fasi stabili sulla Pianura Padana;

→ possibili temporanee diminuzioni termiche al passaggio delle saccature più organizzate;

→ assenza di un segnale sufficientemente robusto di freddo persistente sull'Italia;

→ attendibilità del segnale termico superiore rispetto a quella delle precipitazioni e delle singole evoluzioni sinottiche.


El Niño 2026 – Rafforzamento del fenomeno e possibili ripercussioni sulla circolazione atmosferica

Uno degli elementi più significativi dello scenario climatico globale rimane il forte episodio di El Niño, sviluppatosi nel Pacifico equatoriale durante il 2026.

Gli aggiornamenti NOAA/CPC dell'8 ottobre confermano un ulteriore rafforzamento del fenomeno.

Nel mese di settembre l'anomalia termica della regione Niño-3.4 ha raggiunto +2,1 °C, mentre nel Pacifico equatoriale orientale sono state osservate anomalie superficiali superiori a +4 °C in alcune aree.

Le previsioni ufficiali NOAA indicano un'elevata probabilità di persistenza di condizioni di El Niño forte o molto forte durante l'inverno 2026–2027.

In particolare, la probabilità di raggiungere una soglia di intensità eccezionale, definita da un indice RONI trimestrale pari o superiore a +2,5 °C, viene stimata all'83% per ottobre–dicembre 2026.

È importante distinguere questa probabilità dalla semplice persistenza di El Niño, ormai considerata molto probabile.

Anche le elaborazioni del sistema multimodello Copernicus/C3S confermano la rilevanza dell'evento e indicano un probabile massimo d'intensità verso la fine del 2026, seguito da una graduale attenuazione nei mesi successivi.

Il possibile ruolo dell'IOD

Parallelamente a El Niño, un altro elemento da monitorare è il Dipolo dell'Oceano Indiano (IOD).

Un eventuale consolidamento della fase positiva potrebbe modificare la distribuzione delle anomalie termiche oceaniche e delle precipitazioni tropicali, contribuendo a influenzare la circolazione atmosferica su scala planetaria.

Tuttavia, l'intensità e la persistenza del segnale IOD dovranno essere valutate attraverso i successivi aggiornamenti osservativi.

Non è quindi opportuno attribuire automaticamente alla sua eventuale fase positiva una determinata evoluzione meteorologica sull'Europa.

E per Europa e Italia?

L'influenza di ENSO sul continente europeo rimane complessa e indiretta.

Un episodio particolarmente intenso di El Niño può modificare le probabilità di alcune configurazioni atmosferiche, ma non consente di prevedere automaticamente un novembre mite, piovoso o freddo sull'Italia.

Per il comparto europeo e mediterraneo continueranno a essere determinanti:

  • la configurazione della circolazione euro-atlantica;
  • la posizione e l'intensità della corrente a getto;
  • l'evoluzione degli indici NAO e AO;
  • la propagazione delle onde planetarie di Rossby;
  • l'attività della MJO e le variazioni della circolazione tropicale;
  • lo stato del vortice polare e le possibili interazioni stratosfera-troposfera;
  • le anomalie termiche dell'Atlantico e del Mediterraneo.

Particolare attenzione dovrà essere rivolta alla possibile evoluzione della circolazione atmosferica verso l'inizio dell'inverno.

Le indicazioni stagionali Copernicus/C3S suggeriscono una possibile transizione tra differenti regimi di circolazione nel corso della stagione invernale, ma non consentono di stabilire con affidabilità la comparsa di specifiche irruzioni fredde sull'Italia.

Anche eventuali disturbi del vortice polare non devono essere interpretati come conseguenza inevitabile di un forte episodio di El Niño.

→ Per novembre, El Niño rappresenta un elemento di grande rilievo nello scenario climatico globale, ma l'evoluzione meteorologica italiana dipenderà soprattutto dalla configurazione della circolazione euro-atlantica e dalla sua interazione con il Mediterraneo.


Sintesi finale

Novembre 2026 potrebbe rappresentare un mese di autunno avanzato complessivamente mite, con il Nord Italia potenzialmente esposto a fasi umide e perturbate alternate a periodi più stabili.

Il confronto tra le elaborazioni stagionali disponibili evidenzia un segnale termico prevalentemente orientato verso temperature superiori alla norma, sostenuto da diversi sistemi modellistici.

Sul fronte delle precipitazioni, invece, il quadro rimane più articolato.

Il Consorzio LaMMA indica per novembre un numero di giorni piovosi generalmente nella media nel proprio quadro di riferimento, ma segnala anche la possibilità di precipitazioni relativamente frequenti sulle regioni settentrionali e sull'alta Toscana.

Le proiezioni multimodello mostrano differenze nella distribuzione delle anomalie pluviometriche, confermando un grado di incertezza superiore rispetto al segnale termico.

Per il Nord Italia, eventuali flussi meridionali potrebbero favorire precipitazioni sui settori alpini e prealpini, mentre durante le fasi anticicloniche potrebbero prevalere inversioni termiche, nebbie e ristagno dell'umidità in Pianura Padana.

Le indicazioni dell'Aeronautica Militare, aggiornate al 23 ottobre, delineano per le prime settimane di novembre un possibile quadro relativamente mite, con fasi anticicloniche e successivi flussi occidentali umidi e temperati. Anche queste indicazioni mantengono un carattere probabilistico, soprattutto procedendo verso la seconda metà del mese.

Non emerge un segnale sufficientemente robusto per prevedere un'irruzione fredda persistente o per collocare con precisione eventuali episodi perturbati particolarmente intensi.

Il segnale termico appare complessivamente più definito rispetto a quello pluviometrico: la probabilità di temperature medie superiori alla norma risulta relativamente più consistente, mentre distribuzione, frequenza e intensità delle precipitazioni presentano un'incertezza sensibilmente maggiore.

→ Il quadro complessivo per novembre 2026 è quindi quello di un mese tendenzialmente mite, ma potenzialmente variabile e a tratti perturbato, con il Nord Italia maggiormente esposto ai flussi umidi atlantici e mediterranei. Le temperature potrebbero mantenersi mediamente sopra la climatologia, mentre l'evoluzione delle precipitazioni dipenderà dalla disposizione delle principali figure bariche e dalla frequenza dei sistemi perturbati.


Nota metodologica MeteoCantù – 29 ottobre 2026. Outlook climatico probabilistico basato sul confronto tra elaborazioni stagionali NOAA/NCEP CFSv2, Copernicus/C3S, Consorzio LaMMA e proiezioni mensili dell'Aeronautica Militare. Le indicazioni non costituiscono previsioni meteorologiche puntuali e saranno soggette ad aggiornamento in funzione dell'evoluzione dei principali modelli e indici teleconnettivi.

📌 Attendibilità dell'Outlook: medio-alta per la tendenza termica generale, orientata verso temperature complessivamente sopra la norma; moderata per il segnale delle precipitazioni, con possibile maggiore esposizione del Nord Italia ai flussi umidi atlantici e meridionali. Rimane più elevata l'incertezza sulla seconda metà del mese, soprattutto per tempistica, intensità e distribuzione delle eventuali fasi perturbate o dei temporanei raffreddamenti.
🌡️ Mediterraneo: il bacino conserva un significativo contenuto termico dopo la stagione calda e rappresenta un elemento da monitorare durante i passaggi perturbati. In presenza di correnti meridionali, il mare può fornire calore e vapore acqueo alle masse d'aria, contribuendo al potenziale precipitativo soprattutto sui settori esposti del Nord Italia e delle Prealpi. Questo non determina tuttavia automaticamente fenomeni meteorologici estremi.
🌎 El Niño 2026: il fenomeno ha raggiunto un'intensità molto elevata e le proiezioni indicano una possibile ulteriore intensificazione verso l'inverno 2026–27. Rimane inoltre da monitorare l'eventuale consolidamento di un IOD positivo. Gli effetti di ENSO sull'Europa restano indiretti: per l'Italia saranno determinanti soprattutto la circolazione euro-atlantica, la posizione della corrente a getto e le condizioni termiche del Mediterraneo.
🔄 Monitoraggio: outlook soggetto ad aggiornamento sulla base dell'evoluzione della circolazione euro-atlantica, dei principali modelli stagionali e degli indici teleconnettivi, con particolare attenzione a ENSO, IOD, NAO, AO e MJO. Specifico monitoraggio delle possibili fasi perturbate sul Nord Italia, della quota neve alpina e delle condizioni favorevoli a inversioni termiche e nebbie sulla Pianura Padana.
Carta delle anomalie mensili sull’Italia: sintesi delle principali deviazioni climatiche attese su scala locale per novembre 2026.


Carta delle anomalie termiche a 850 hPa (1500 m) previste per novembre 2026, sulla base dello scenario NOAA/NCEP CFSv2


Carta di sintesi delle anomalie climatiche europee attese per novembre 2026.


Carta di sintesi dello scenario teleconnettivo per novembre 2026


Nota tecnica

L'outlook di novembre 2026 integra dati e proiezioni ECMWF/Copernicus, NOAA/NCEP CFSv2, NOAA/CPC e WMO, indicazioni meteorologiche e climatologiche regionali e il dataset locale MeteoCantù 2007–2026.

Il quadro evidenzia temperature complessivamente orientate sopra la norma, un El Niño forte o molto forte, con possibile ulteriore intensificazione verso l'inverno 2026–2027, e un IOD positivo da monitorare nella sua evoluzione. Il Mediterraneo conserva un significativo contenuto termico, potenzialmente favorevole all'apporto di calore e umidità durante le fasi perturbate. La circolazione euro-atlantica potrebbe alternare passaggi depressionari e periodi anticiclonici, con il Nord Italia, la Lombardia e i settori alpini e prealpini maggiormente esposti alle correnti umide meridionali in presenza di configurazioni favorevoli. Il segnale relativo alle precipitazioni rimane tuttavia meno robusto rispetto a quello termico.

ENSO, NAO/AO, IOD, MJO, QBO e corrente a getto vengono monitorati come componenti del sistema climatico e della circolazione atmosferica globale, senza attribuire a un singolo indice un rapporto diretto e deterministico con l'evoluzione meteorologica italiana. In particolare, gli effetti di El Niño sull'Europa rimangono indiretti e dipendono dall'interazione con la circolazione euro-atlantica, la distribuzione delle anomalie oceaniche e gli altri principali fattori atmosferici.

→ L'outlook rappresenta una tendenza climatica probabilistica mensile: l'affidabilità è generalmente maggiore per il segnale termico, mentre risulta inferiore per la distribuzione, la frequenza e l'intensità delle precipitazioni. L'incertezza aumenta progressivamente per le singole configurazioni atmosferiche e per gli episodi meteorologici collocati nella seconda metà del mese.

El Niño è pienamente sviluppato e ha raggiunto un'intensità molto elevata nel Pacifico equatoriale. Secondo gli aggiornamenti NOAA/CPC dell'8 ottobre 2026, l'anomalia termica nella regione Niño-3.4 ha raggiunto +2,1 °C nel mese di settembre, mentre le proiezioni indicano una possibile ulteriore intensificazione verso la fine del 2026. In particolare, NOAA/CPC stima all'83% la probabilità che l'indice RONI trimestrale raggiunga o superi +2,5 °C nel periodo ottobre–dicembre 2026, una soglia associata a condizioni eccezionalmente intense. Tale probabilità riguarda questa specifica soglia e non deve essere confusa con la probabilità generale di persistenza del fenomeno.

El Niño rappresenta una componente fondamentale della variabilità climatica globale, ma i suoi effetti sull'Europa e sull'Italia rimangono indiretti e non deterministici. L'eventuale influenza sulla circolazione atmosferica europea dipenderà dall'interazione con il sistema euro-atlantico, dalla posizione e dalle ondulazioni della corrente a getto, dall'evoluzione degli indici NAO/AO, dall'attività della MJO e dalle possibili interazioni tra stratosfera e troposfera. Anche il Dipolo dell'Oceano Indiano (IOD) rimane un elemento da monitorare: l'eventuale fase positiva e la sua progressiva attenuazione dovranno essere valutate attraverso i successivi aggiornamenti osservativi.

Il Mediterraneo conserva inoltre un significativo contenuto termico dopo la stagione calda, rappresentando una possibile fonte di calore e vapore acqueo per l'atmosfera. Durante eventuali fasi perturbate, soprattutto in presenza di correnti meridionali, questa disponibilità energetica può contribuire ad alimentare le precipitazioni sui settori esposti del Nord Italia, della Lombardia e delle Prealpi. Un mare relativamente caldo, tuttavia, non determina automaticamente precipitazioni intense o fenomeni meteorologici estremi, per i quali risultano determinanti anche la dinamica atmosferica, il sollevamento delle masse d'aria e la persistenza delle configurazioni perturbate.

→ El Niño costituisce uno dei principali segnali climatici globali di novembre 2026, ma non permette di prevedere direttamente l'evoluzione meteorologica italiana. Le eventuali ripercussioni sul nostro territorio dipenderanno soprattutto dalla configurazione della circolazione euro-atlantica, dalla corrente a getto e dalla loro interazione con il Mediterraneo. Il segnale di temperature generalmente sopra la norma per novembre deve pertanto essere interpretato come una tendenza probabilistica derivante dal confronto tra i modelli stagionali, e non come una conseguenza automatica di El Niño.
Legenda tecnica – Indici e parametri meteorologici

ENSO / El Niño – El Niño forte o molto forte, con possibile ulteriore intensificazione verso la fine del 2026. NOAA/CPC indica una probabilità dell'83% di raggiungere una soglia RONI trimestrale ≥ +2,5 °C nel periodo ottobre–dicembre 2026. Gli effetti sull'Europa rimangono indiretti e non deterministici.

NAO – Regola le principali caratteristiche della circolazione nord-atlantica: NAO+ generalmente associata a un flusso occidentale più intenso e zonale; NAO− più favorevole a ondulazioni, blocchi anticiclonici e possibili scambi meridiani.

AO – Descrive le oscillazioni della pressione atmosferica alle alte latitudini: AO+ generalmente associata a una circolazione polare più compatta; AO− più favorevole agli scambi di masse d'aria tra alte e medie latitudini.

QBO – Alternanza dei venti stratosferici equatoriali orientali e occidentali, con ciclo medio di circa 28 mesi. Può contribuire a modulare la circolazione stratosferica e le interazioni con il vortice polare.

IOD – Dipolo termico dell'Oceano Indiano. Per novembre 2026 rimane da monitorare l'evoluzione della possibile fase positiva, con indicazioni di graduale attenuazione verso condizioni più neutre.

MJO – Oscillazione convettiva tropicale con periodicità indicativa di 30–60 giorni, capace di influenzare indirettamente la circolazione extratropicale e la propagazione delle onde planetarie.

Jet Stream – Corrente a getto dell'alta troposfera, la cui posizione, intensità e ondulazione contribuiscono a determinare la traiettoria delle perturbazioni atlantiche, la formazione dei blocchi anticiclonici e gli scambi di masse d'aria verso Europa e Mediterraneo.

→ Nessun indice teleconnettivo determina autonomamente l'evoluzione meteorologica italiana. Per novembre 2026 saranno soprattutto la configurazione della circolazione euro-atlantica, la posizione della corrente a getto e l'interazione con il Mediterraneo a influenzare l'alternanza tra fasi miti, periodi anticiclonici e possibili passaggi perturbati.

CAPE / MLCAPE – Energia potenziale disponibile per la convezione; valori elevati indicano un maggiore potenziale per lo sviluppo di moti ascendenti e temporali, se sono presenti condizioni favorevoli all'innesco.

CIN – Inibizione convettiva che ostacola il sollevamento delle masse d'aria e può impedire o ritardare l'innesco dei temporali.

Shear (0–6 km / 0–1 km) – Variazione della velocità e/o della direzione del vento con la quota. Lo shear profondo (0–6 km) contribuisce all'organizzazione dei temporali, mentre quello nei bassi strati (0–1 km) è importante per valutare le condizioni favorevoli alla rotazione delle correnti ascendenti.

PWAT / TPW – Contenuto totale di vapore acqueo nella colonna atmosferica, espresso generalmente in millimetri di acqua precipitabile. Valori elevati indicano una maggiore disponibilità di umidità, ma non garantiscono precipitazioni intense.

LI (Lifted Index) – Indice di stabilità atmosferica ottenuto confrontando la temperatura ambientale a 500 hPa con quella di una particella d'aria sollevata. Valori negativi indicano generalmente maggiore instabilità potenziale.

T850 / T500 – Temperature atmosferiche rispettivamente a 850 e 500 hPa, utili per analizzare le masse d'aria, i contrasti termici verticali e le condizioni favorevoli all'instabilità.

Z500 / GPT 500 – Altezza geopotenziale della superficie isobarica di 500 hPa, utilizzata per individuare saccature, promontori anticiclonici e configurazioni della circolazione nella media troposfera.

SLP – Pressione atmosferica ridotta al livello medio del mare, utile per individuare anticicloni, depressioni e gradienti barici.

QPF – Previsione quantitativa delle precipitazioni, espressa generalmente in millimetri e riferita a un determinato intervallo temporale.

LCL / LFC / Θe – Rispettivamente livello di condensazione per sollevamento, livello di libera convezione e temperatura potenziale equivalente. Parametri utilizzati per analizzare lo sviluppo delle nubi, l'innesco convettivo e le caratteristiche termodinamiche e igrometriche delle masse d'aria.

Blocking – Configurazione di blocco atmosferico, generalmente associata a strutture anticicloniche persistenti che ostacolano o deviano il normale flusso occidentale, favorendo condizioni meteorologiche prolungate.

Cut-off / Goccia fredda – Circolazione depressionaria isolata dal flusso principale, spesso associata a un nucleo di aria relativamente fredda in quota, capace di favorire instabilità e precipitazioni anche persistenti.

Saccatura – Estensione verso latitudini inferiori di una struttura depressionaria nella circolazione in quota, frequentemente associata all'afflusso di aria relativamente più fredda e a condizioni favorevoli all'instabilità atmosferica.

Promontorio anticiclonico – Espansione verso latitudini superiori di una struttura caratterizzata da geopotenziali relativamente elevati, generalmente associata a subsidenza e maggiore stabilità atmosferica.

Omega Blocking – Configurazione di blocco nella quale un promontorio anticiclonico è affiancato da due strutture depressionarie, assumendo una disposizione simile alla lettera greca Ω. Può favorire condizioni meteorologiche persistenti.

Rex Block – Configurazione di blocco caratterizzata da un'area anticiclonica alle latitudini più settentrionali e da una depressione situata più a sud, con conseguente deviazione o rallentamento del flusso atmosferico dominante.

Jet Stream – Corrente a getto costituita da venti particolarmente intensi nell'alta troposfera, la cui posizione e ondulazione influenzano la traiettoria delle perturbazioni, gli scambi meridiani e l'evoluzione della circolazione alle medie latitudini.

→ Queste configurazioni devono essere interpretate nel contesto sinottico complessivo: nessuna determina autonomamente le condizioni meteorologiche sull'Italia. La loro posizione, intensità, persistenza e interazione con il Mediterraneo risultano fondamentali per comprenderne gli effetti sul territorio.

ECMWF (IFS) – Sistema globale di previsione numerica del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine, tra i principali riferimenti internazionali per l'analisi e la previsione dell'evoluzione atmosferica.

GFS (Global Forecast System) – Modello meteorologico globale NOAA/NCEP utilizzato per la previsione dell'evoluzione atmosferica, dalla breve alla medio-lunga scadenza.

CFSv2 (Climate Forecast System Version 2) – Sistema accoppiato atmosfera-oceano NOAA/NCEP dedicato alle previsioni climatiche sub-stagionali e stagionali, utilizzato anche per l'analisi probabilistica delle anomalie termiche e pluviometriche.

ICON (Icosahedral Nonhydrostatic) – Sistema di modellazione numerica del servizio meteorologico tedesco DWD, utilizzato per previsioni atmosferiche globali e regionali ad alta risoluzione.

UKMO / Met Office – Sistemi previsionali del servizio meteorologico britannico, utilizzati per le previsioni atmosferiche e climatiche e per il confronto tra differenti scenari modellistici.

GEM (Global Environmental Multiscale Model) – Modello numerico canadese sviluppato per la previsione atmosferica su scala globale e regionale.

ECMWF Monthly Outlook – Sistema di previsione ensemble sub-stagionale, utilizzato per valutare probabilisticamente le anomalie di temperatura, precipitazioni e circolazione atmosferica nelle settimane successive.

Ensemble (ECMWF ENS / EPS – GEFS) – Insieme di simulazioni numeriche ottenute introducendo variazioni nelle condizioni iniziali e/o nella rappresentazione dei processi fisici, per valutare probabilità, dispersione e incertezza degli scenari previsionali.

→ Soprattutto nelle previsioni sub-stagionali e stagionali, è fondamentale valutare la convergenza dei segnali tra differenti modelli ed ensemble, considerando le anomalie rispetto alla climatologia e l'incertezza associata. Una singola emissione modellistica non deve essere interpretata come previsione deterministica dell'evoluzione meteorologica.

A / N / B – Above / Near / Below Normal – Indicano valori rispettivamente superiori, prossimi o inferiori alla media climatologica di riferimento. Nelle previsioni stagionali possono identificare categorie probabilistiche.

Climatologia di riferimento – Periodo utilizzato come base per il calcolo delle anomalie climatiche. Il trentennio WMO 1991–2020 rappresenta uno dei principali riferimenti attuali, ma alcuni prodotti modellistici utilizzano periodi climatologici differenti, che devono essere sempre verificati.

Anomalie termiche a 850 hPa – Scostamento della temperatura rispetto alla climatologia al livello isobarico di 850 hPa, situato indicativamente intorno a 1.500 metri di quota, con altezza effettiva variabile in funzione delle condizioni atmosferiche.

Anomalie delle precipitazioni – Differenza tra precipitazioni previste o osservate e valori climatologici di riferimento, espressa, a seconda del prodotto, in millimetri, percentuali o categorie probabilistiche.

Spread Ensemble – Misura della dispersione tra le simulazioni di un sistema ensemble. Uno spread ridotto indica maggiore convergenza tra i membri, mentre uno spread elevato segnala generalmente maggiore incertezza. Uno spread contenuto non garantisce tuttavia l'accuratezza della previsione.

Probabilità Ensemble – Percentuale o probabilità stimata dai membri di un ensemble che supportano un determinato scenario o il superamento di una soglia. Una probabilità elevata indica maggiore supporto modellistico, ma non rappresenta una certezza e deve essere interpretata considerando la calibrazione del sistema previsionale.

→ Anomalie, probabilità e spread devono essere interpretati considerando il periodo climatologico di riferimento, l'orizzonte temporale, la risoluzione e le caratteristiche del prodotto utilizzato. Sono strumenti probabilistici e diagnostici fondamentali per valutare le tendenze climatiche e l'incertezza previsionale, non garanzie di una specifica evoluzione meteorologica.
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