Luglio 2026
LUGLIO 2026 – Analisi Climatica e Proiezioni Sinottiche
DINAMICHE STAGIONALI: ESPLORANDO ANOMALIE E SCENARI FUTURI
DINAMICHE STAGIONALI: ESPLORANDO ANOMALIE E SCENARI FUTURI
📆 Ultimo aggiornamento:
29 giugno 2026
– 👉 Luglio molto caldo nella prima metà, poi possibili break temporaleschi e grandinate al Nord.
Rubrica sulle Tendenze Climatiche Stagionali – Italia
LUGLIO 2026 – Analisi e Outlook Evolutivo (Italia / Nord Italia)
Aggiornamento a cura della redazione meteo
Aggiornamento a cura della redazione meteo
Assetto barico emisferico e configurazione sinottica
Il mese di luglio 2026 si inserisce in un contesto pienamente estivo, ma non necessariamente dominato da stabilità continua.
Il quadro europeo mostra infatti una configurazione caratterizzata da:
- promontorio subtropicale molto attivo tra Mediterraneo occidentale, Francia, Europa centrale e area alpina
- flusso perturbato più presente sull’Atlantico settentrionale
- possibile parziale scopertura del Mediterraneo centrale nella seconda parte del mese
- infiltrazioni instabili più probabili tra Europa orientale, Balcani e versanti alpini
Le anomalie termiche a 850 hPa indicano:
- valori diffusamente sopra media su Europa centrale e Mediterraneo
- caldo intenso soprattutto nella prima metà del mese
- anomalie positive marcate tra Francia, arco alpino, Nord Italia e Centro Europa
- possibile lieve attenuazione termica nelle fasi instabili successive
Configurazione tipica associata a:
- ondate di calore subtropicali
- aumento dell’umidità nei bassi strati
- elevato potenziale convettivo
- temporali anche organizzati lungo il bordo settentrionale dell’anticiclone
Evoluzione rispetto ai mesi precedenti
Il mese di maggio ha seguito in modo coerente la linea evolutiva prevista:
- instabilità più frequente al Nord e settori tirrenici
- assetto perturbato spostato verso l’Europa occidentale
- prime fiammate calde verso Sud Italia e medio Adriatico
Giugno ha mostrato una dinamica di transizione:
- prima parte ancora variabile e localmente instabile
- passaggi temporaleschi più frequenti al Nord
- progressivo consolidamento estivo dalla terza decade
- temperature in aumento con valori tipicamente estivi
Per luglio, il segnale modellistico suggerisce:
- prima fase molto calda
- caldo più esteso verso Nord Italia ed Europa centrale
- successiva maggiore esposizione a break temporaleschi
- rischio di fenomeni intensi in particolare al Nord
Verifica dell’outlook precedente
L’outlook precedente individuava correttamente:
✔ maggio dinamico e instabile al Nord
✔ giugno inizialmente variabile, con passaggi temporaleschi più frequenti al Centro-Nord
✔ progressivo consolidamento dell’alta pressione nella seconda parte del mese
✔ aumento delle temperature con l’avvio della stagione estiva
✔ giugno inizialmente variabile, con passaggi temporaleschi più frequenti al Centro-Nord
✔ progressivo consolidamento dell’alta pressione nella seconda parte del mese
✔ aumento delle temperature con l’avvio della stagione estiva
Il quadro attuale conferma quindi:
→ estate avviata sotto una crescente influenza dell’anticiclone subtropicale
→ caldo più intenso e diffuso nella prima metà di luglio
→ maggiore probabilità di break temporaleschi e fenomeni localmente intensi nella seconda parte del mese
→ caldo più intenso e diffuso nella prima metà di luglio
→ maggiore probabilità di break temporaleschi e fenomeni localmente intensi nella seconda parte del mese
Focus Italia – LUGLIO 2026
Luglio potrebbe configurarsi come un mese pienamente estivo, caratterizzato da caldo intenso nella prima metà e da una maggiore dinamicità atmosferica nella seconda.
Il mese risulterebbe caratterizzato da:
- caldo intenso nella prima parte
- afa crescente sulle pianure interne
- temperature diffusamente sopra la media, soprattutto al Centro-Nord
- temporali più probabili al Nord e lungo l'arco alpino
- possibile alternanza tra ondate di calore e break temporaleschi nella seconda metà del mese
Dinamica attesa:
- promontorio subtropicale africano frequentemente presente sul Mediterraneo centro-occidentale
- caldo più marcato su Nord Italia, Francia ed Europa centrale
- temporanei cedimenti dell'alta pressione nella seconda parte del mese
- infiltrazioni più fresche lungo il bordo settentrionale dell'anticiclone, capaci di innescare temporali anche di forte intensità
Termica:
Nord: caldo intenso, con elevata probabilità di temporali nelle fasi di rottura.
Centro: temperature spesso sopra la media, con valori elevati soprattutto nella prima metà del mese.
Sud: caldo diffuso ma generalmente meno persistente rispetto al Centro-Nord, grazie a una maggiore ventilazione durante le fasi più dinamiche.
Nord Italia – Evoluzione sinottica dettagliata
🔹 Prima fase (1–6 luglio)
Avvio del mese con clima pienamente estivo.
Scenario atteso:
- caldo generalizzato
- umidità in aumento
- locali temporali inizialmente più probabili sul Nord-Ovest
- progressivo incremento dell'instabilità lungo Alpi e Prealpi
Tra il 5 e il 6 luglio:
- probabile transito di un impulso perturbato
- fenomeni più probabili su Alpi, Prealpi e alte pianure
- rischio di grandinate e forti raffiche di vento, soprattutto tra Nord-Est e settore alpino
🔹 Fase centrale (7–18 luglio)
Tra il 7 e il 9 luglio:
- temporanea attenuazione del caldo
- condizioni generalmente più stabili
- temperature ancora elevate ma leggermente meno estreme
Tra il 10 e il 14 luglio:
- nuova intensificazione del caldo
- valori elevati soprattutto su Nord-Est, pianure interne e aree lontane dal mare
- aumento dell'afa nei bassi strati
Attorno alla metà del mese:
- possibile cambio di scenario
- temporali in transito da Nord-Ovest verso Nord-Est
- temporaneo calo termico
- rischio di fenomeni localmente intensi o severi
Aree più esposte:
- fascia alpina e prealpina
- Veneto
- Trentino-Alto Adige
- Emilia-Romagna
- alte pianure lombarde e venete
🔹 Terza decade
La fase finale del mese potrebbe risultare più dinamica rispetto alla prima.
Scenario atteso:
- ritorno di condizioni pienamente estive tra un passaggio perturbato e l'altro
- temperature ancora elevate
- possibili infiltrazioni instabili tra il 20 e il 22 luglio
- nuovo rapido peggioramento nella parte conclusiva del mese
Il caldo resterebbe protagonista, ma con una maggiore probabilità di passaggi temporaleschi anche intensi, soprattutto lungo l'arco alpino, le Prealpi e le alte pianure.
Sintesi climatica – Nord Italia
Temperature
- caldo intenso soprattutto nella prima metà del mese
- anomalie positive marcate su pianure e settori pedemontani
- temporanei cali termici durante i break temporaleschi
- clima spesso afoso nelle aree urbane e di pianura
→ anomalia complessiva: positiva, localmente marcata
Precipitazioni
- distribuzione irregolare
- fenomeni concentrati soprattutto nelle fasi temporalesche
- rischio episodi localmente intensi
Aree più esposte:
→ Alpi
→ Prealpi
→ alte pianure
→ Nord-Est
Possibili fenomeni:
- temporali organizzati
- grandinate
- forti raffiche di vento
- nubifragi localizzati
→ cumulati molto disomogenei, localmente sopra media dove colpito dai temporali
Segnale dominante
→ mese caldo
→ prima metà molto estiva
→ seconda parte più esposta a break instabili
→ rischio fenomeni temporaleschi violenti al Nord
Inquadramento teleconnettivo
Il contesto emisferico continua a mostrare una fase di transizione.
Elementi principali:
- definitiva decadenza della precedente fase di Niña
- passaggio verso condizioni ENSO-neutre
- possibile progressivo riscaldamento del Pacifico tropicale
- segnale atmosferico ancora parzialmente “Niña-like”
- difficoltà di accoppiamento tra oceano e atmosfera
Possibili effetti:
- ondate di calore più intense nella prima parte dell’estate
- caldo più persistente su Europa centrale
- maggiore probabilità di break temporaleschi nella seconda parte di luglio
- alternanza tra fasi roventi e passaggi instabili anche severi
Tendenza generale
Luglio 2026 potrebbe configurarsi come un mese:
✔ molto caldo
✔ afoso sulle pianure
✔ a tratti instabile al Nord
✔ con temporali anche violenti nelle fasi di rottura
→ La prima metà del mese appare più esposta a ondate di calore intense.
→ Dopo metà mese aumenterebbe la probabilità di break temporaleschi, soprattutto al Nord Italia.
Tendenza successiva – Estate 2026
L'evoluzione successiva suggerisce:
Fine luglio – prima parte di agosto
- persistenza di condizioni pienamente estive
- nuove possibili rimonte dell'anticiclone subtropicale
- caldo ancora intenso, alternato a temporanei break temporaleschi
Dopo metà agosto
- maggiore probabilità di episodi instabili
- progressivo ridimensionamento delle ondate di calore più persistenti
- aumento della dinamicità atmosferica
Segnale stagionale prevalente:
→ estate molto calda nella sua fase centrale
→ ondate di calore più persistenti tra luglio e la prima metà di agosto
→ maggiore probabilità di break temporaleschi anche intensi dalla seconda metà di luglio
→ possibile evoluzione verso un autunno più dinamico e piovoso
→ Sintesi finale
Prima fase: caldo diffuso, umidità in aumento e primi temporali sui rilievi.
Fase centrale: nuova intensificazione del caldo, seguita da possibili break temporaleschi con fenomeni localmente intensi.
Fase finale: estate ancora protagonista, ma con maggiore variabilità e nuovi passaggi instabili.
→ Luglio 2026 si prospetta come un mese decisamente estivo e molto caldo, soprattutto nella prima metà, mentre nella seconda aumenterebbe la probabilità di break temporaleschi, localmente intensi, specie al Nord Italia e lungo l'arco alpino.

Carta delle anomalie mensili sull’Italia: sintesi delle principali deviazioni climatiche attese su scala locale per luglio 2026.

Carta delle anomalie termiche a 850 hPa (1500 m) previste dal modello CFSv2 per luglio 2026.

Carta di sintesi delle anomalie climatiche europee attese per luglio 2026.
Nota tecnica
Le proiezioni per luglio 2026 sono state elaborate integrando:
• dati ensemble provenienti da ECMWF Monthly Outlook e simulazioni stagionali CFSv2,
• confronto con le medie climatologiche WMO 1991–2020,
• analisi del dataset locale MeteoCantù 2007–2026,
• contributi da reti di osservazione regionali (ARPA) e prodotti satellitari multisorgente,
• monitoraggio continuo dei principali indici teleconnettivi emisferici.
In particolare si evidenziano:
– ENSO in fase neutra, con graduale evoluzione verso anomalie positive del Pacifico tropicale e possibile transizione verso condizioni favorevoli a un futuro episodio di El Niño,
– MJO attiva a fasi, con possibile influenza sull'alternanza tra ondate di calore e temporanee fasi instabili,
– QBO in transizione stagionale, con effetti limitati sulla circolazione troposferica europea,
– Vortice Polare troposferico ormai fortemente indebolito, in linea con la piena stagione estiva,
– promontorio subtropicale frequentemente presente sul Mediterraneo centro-occidentale, alternato a infiltrazioni di aria più fresca lungo il bordo settentrionale dell'anticiclone,
– jet stream disposto a latitudini più elevate, ma ancora in grado di favorire temporanei affondi perturbati verso l'Europa centrale e il Nord Italia.
👉 L'attendibilità delle proiezioni è da considerarsi medio-discreta (60–70%), pur con possibili variazioni nell'intensità e nella tempistica dei break temporaleschi, strettamente legate all'evoluzione della MJO, della circolazione atlantica e alla posizione del promontorio subtropicale.
• dati ensemble provenienti da ECMWF Monthly Outlook e simulazioni stagionali CFSv2,
• confronto con le medie climatologiche WMO 1991–2020,
• analisi del dataset locale MeteoCantù 2007–2026,
• contributi da reti di osservazione regionali (ARPA) e prodotti satellitari multisorgente,
• monitoraggio continuo dei principali indici teleconnettivi emisferici.
In particolare si evidenziano:
– ENSO in fase neutra, con graduale evoluzione verso anomalie positive del Pacifico tropicale e possibile transizione verso condizioni favorevoli a un futuro episodio di El Niño,
– MJO attiva a fasi, con possibile influenza sull'alternanza tra ondate di calore e temporanee fasi instabili,
– QBO in transizione stagionale, con effetti limitati sulla circolazione troposferica europea,
– Vortice Polare troposferico ormai fortemente indebolito, in linea con la piena stagione estiva,
– promontorio subtropicale frequentemente presente sul Mediterraneo centro-occidentale, alternato a infiltrazioni di aria più fresca lungo il bordo settentrionale dell'anticiclone,
– jet stream disposto a latitudini più elevate, ma ancora in grado di favorire temporanei affondi perturbati verso l'Europa centrale e il Nord Italia.
👉 L'attendibilità delle proiezioni è da considerarsi medio-discreta (60–70%), pur con possibili variazioni nell'intensità e nella tempistica dei break temporaleschi, strettamente legate all'evoluzione della MJO, della circolazione atlantica e alla posizione del promontorio subtropicale.
Legenda tecnica – Indici e parametri meteorologici
ENSO (El Niño–Southern Oscillation) – Attualmente in fase neutra, con progressivo riscaldamento delle acque tropicali del Pacifico. Comprende El Niño (fase calda, ONI ≥ +0.5 °C) e La Niña (fase fredda, ONI ≤ −0.5 °C).
NAO (North Atlantic Oscillation) – Differenza di pressione tra Azzorre e Islanda. NAO+: jet stream più teso e zonale; NAO−: maggiore ondulazione del flusso e affondi perturbati.
AO (Arctic Oscillation) – Oscillazione della circolazione artica. AO+: freddo confinato alle alte latitudini; AO−: maggiori scambi meridiani e ondulazioni del getto.
QBO (Quasi-Biennial Oscillation) – Alternanza dei venti stratosferici equatoriali con inversione media ogni ~14 mesi (ciclo completo ~28 mesi).
IOD (Indian Ocean Dipole) – Differenza di temperatura superficiale tra Oceano Indiano occidentale e orientale. IOD+: settori occidentali più caldi; IOD−: configurazione opposta.
MJO (Madden-Julian Oscillation) – Onde convettive tropicali con ciclo medio di 30–60 giorni, in grado di modulare circolazione atlantica, convezione e persistenza barica.
NAO (North Atlantic Oscillation) – Differenza di pressione tra Azzorre e Islanda. NAO+: jet stream più teso e zonale; NAO−: maggiore ondulazione del flusso e affondi perturbati.
AO (Arctic Oscillation) – Oscillazione della circolazione artica. AO+: freddo confinato alle alte latitudini; AO−: maggiori scambi meridiani e ondulazioni del getto.
QBO (Quasi-Biennial Oscillation) – Alternanza dei venti stratosferici equatoriali con inversione media ogni ~14 mesi (ciclo completo ~28 mesi).
IOD (Indian Ocean Dipole) – Differenza di temperatura superficiale tra Oceano Indiano occidentale e orientale. IOD+: settori occidentali più caldi; IOD−: configurazione opposta.
MJO (Madden-Julian Oscillation) – Onde convettive tropicali con ciclo medio di 30–60 giorni, in grado di modulare circolazione atlantica, convezione e persistenza barica.
VP – Vorticità Potenziale (parametro dinamico utile per identificare intrusioni di aria più fresca in quota, dinamiche cicloniche e aree favorevoli allo sviluppo dell'instabilità).
CAPE / MLCAPE – Energia convettiva disponibile; parametro fondamentale per valutare sviluppo, intensità e severità dei temporali estivi.
CIN – Inibizione convettiva ("coperchio atmosferico") che limita o ritarda l'attivazione della convezione.
Shear (0–6 km / 0–1 km) – Variazione del vento con la quota; elemento chiave per organizzazione, durata e severità dei sistemi temporaleschi.
PWAT / TPW – Acqua precipitabile totale nella colonna atmosferica; utile per stimare il potenziale precipitativo e il rischio di nubifragi.
LI (Lifted Index) – Indicatore di instabilità atmosferica; valori negativi indicano una maggiore propensione allo sviluppo convettivo.
T850 / T500 – Temperature a 850 hPa e 500 hPa; fondamentali per valutare anomalie termiche, avvezioni e contrasti verticali della massa d'aria.
Z500 / GPT 500 – Geopotenziale a 500 hPa; parametro chiave per individuare onde planetarie, saccature, promontori anticiclonici e blocchi atmosferici.
SLP – Pressione al livello del mare; utilizzata per l'analisi delle strutture bariche superficiali.
QPF – Quantità di precipitazione prevista; utile per stimare cumulati e rischio di precipitazioni intense o persistenti.
LCL / LFC / Θe – Livelli convettivi e contenuto termo-igrometrico della massa d'aria, fondamentali nella previsione della convezione organizzata.
Jet Stream / Wind Speed 300 hPa – Analisi del getto in quota e delle velocità associate, utile per individuare traiettorie perturbate, aree di divergenza in quota e supporto dinamico ai sistemi convettivi.
CAPE / MLCAPE – Energia convettiva disponibile; parametro fondamentale per valutare sviluppo, intensità e severità dei temporali estivi.
CIN – Inibizione convettiva ("coperchio atmosferico") che limita o ritarda l'attivazione della convezione.
Shear (0–6 km / 0–1 km) – Variazione del vento con la quota; elemento chiave per organizzazione, durata e severità dei sistemi temporaleschi.
PWAT / TPW – Acqua precipitabile totale nella colonna atmosferica; utile per stimare il potenziale precipitativo e il rischio di nubifragi.
LI (Lifted Index) – Indicatore di instabilità atmosferica; valori negativi indicano una maggiore propensione allo sviluppo convettivo.
T850 / T500 – Temperature a 850 hPa e 500 hPa; fondamentali per valutare anomalie termiche, avvezioni e contrasti verticali della massa d'aria.
Z500 / GPT 500 – Geopotenziale a 500 hPa; parametro chiave per individuare onde planetarie, saccature, promontori anticiclonici e blocchi atmosferici.
SLP – Pressione al livello del mare; utilizzata per l'analisi delle strutture bariche superficiali.
QPF – Quantità di precipitazione prevista; utile per stimare cumulati e rischio di precipitazioni intense o persistenti.
LCL / LFC / Θe – Livelli convettivi e contenuto termo-igrometrico della massa d'aria, fondamentali nella previsione della convezione organizzata.
Jet Stream / Wind Speed 300 hPa – Analisi del getto in quota e delle velocità associate, utile per individuare traiettorie perturbate, aree di divergenza in quota e supporto dinamico ai sistemi convettivi.
Downburst – Raffiche intense e lineari generate da violenti moti discendenti temporaleschi, particolarmente frequenti durante gli episodi convettivi estivi.
Jet Stream ondulato – Corrente a getto con marcate onde di Rossby, associata ad alternanza tra ondate di calore, affondi perturbati e break temporaleschi.
Goccia fredda / Cut-off – Minimo depressionario isolato in quota, spesso responsabile di instabilità persistente, temporali ripetuti e marcati contrasti termici.
Saccatura / Affondo perturbato – Intrusione di aria più fresca verso latitudini meridionali, favorita dall'ondulazione del getto e spesso associata a temporali organizzati.
Promontorio subtropicale (africano) – Rimonta di aria molto calda associata a stabilizzazione atmosferica, temperature elevate, afa e ondate di calore.
Prefrontale – Fase calda, umida e spesso ventosa che precede l'arrivo di un fronte perturbato o di una linea instabile.
Linea di convergenza – Zona nei bassi strati dove masse d'aria differenti convergono, favorendo l'innesco di temporali anche intensi.
Stau / Ombra pluviometrica – Effetto orografico con precipitazioni sul versante sopravvento e condizioni più secche sottovento.
Föhn – Vento caldo e secco in discesa dai versanti alpini sottovento, possibile dopo il transito dei fronti.
Derecho / Bow Echo – Sistemi convettivi organizzati associati a forti raffiche lineari, in grado di provocare danni estesi durante gli episodi temporaleschi più severi.
MCS (Mesoscale Convective System) – Complessi temporaleschi organizzati di vasta scala, capaci di produrre nubifragi, grandinate, intensa attività elettrica e raffiche diffuse.
Heat Dome – Configurazione anticiclonica persistente con accumulo di calore nei bassi strati, responsabile delle ondate di calore più intense e durature.
Jet Stream ondulato – Corrente a getto con marcate onde di Rossby, associata ad alternanza tra ondate di calore, affondi perturbati e break temporaleschi.
Goccia fredda / Cut-off – Minimo depressionario isolato in quota, spesso responsabile di instabilità persistente, temporali ripetuti e marcati contrasti termici.
Saccatura / Affondo perturbato – Intrusione di aria più fresca verso latitudini meridionali, favorita dall'ondulazione del getto e spesso associata a temporali organizzati.
Promontorio subtropicale (africano) – Rimonta di aria molto calda associata a stabilizzazione atmosferica, temperature elevate, afa e ondate di calore.
Prefrontale – Fase calda, umida e spesso ventosa che precede l'arrivo di un fronte perturbato o di una linea instabile.
Linea di convergenza – Zona nei bassi strati dove masse d'aria differenti convergono, favorendo l'innesco di temporali anche intensi.
Stau / Ombra pluviometrica – Effetto orografico con precipitazioni sul versante sopravvento e condizioni più secche sottovento.
Föhn – Vento caldo e secco in discesa dai versanti alpini sottovento, possibile dopo il transito dei fronti.
Derecho / Bow Echo – Sistemi convettivi organizzati associati a forti raffiche lineari, in grado di provocare danni estesi durante gli episodi temporaleschi più severi.
MCS (Mesoscale Convective System) – Complessi temporaleschi organizzati di vasta scala, capaci di produrre nubifragi, grandinate, intensa attività elettrica e raffiche diffuse.
Heat Dome – Configurazione anticiclonica persistente con accumulo di calore nei bassi strati, responsabile delle ondate di calore più intense e durature.
ECMWF (IFS) – Modello europeo del Centro Europeo per le Previsioni a Medio Termine, riferimento principale per le analisi sinottiche e le previsioni a medio termine (fino a 10–15 giorni).
GFS (Global Forecast System) – Modello globale del NOAA con aggiornamenti frequenti e proiezioni fino a circa 16 giorni.
CFSv2 (Climate Forecast System) – Modello climatico stagionale del NOAA utilizzato per outlook mensili e proiezioni stagionali.
ICON (Icosahedral Nonhydrostatic) – Modello del Servizio Meteorologico Tedesco (DWD), disponibile sia su scala globale sia europea.
UKMO – Modello del Met Office britannico, utilizzato per confronti sinottici e verifica degli scenari evolutivi.
GEM (Global Environmental Multiscale Model) – Modello canadese (CMC), impiegato per confronti emisferici e valutazione di scenari alternativi.
ECMWF Monthly Outlook – Sistema ensemble mensile utilizzato per analizzare anomalie termiche, precipitazioni e principali pattern circolatori su scala europea.
Ensemble Forecasting (EPS/GEFS) – Sistemi multi-scenario utilizzati per valutare dispersione, probabilità evolutiva e grado di affidabilità degli scenari previsionali.
GFS (Global Forecast System) – Modello globale del NOAA con aggiornamenti frequenti e proiezioni fino a circa 16 giorni.
CFSv2 (Climate Forecast System) – Modello climatico stagionale del NOAA utilizzato per outlook mensili e proiezioni stagionali.
ICON (Icosahedral Nonhydrostatic) – Modello del Servizio Meteorologico Tedesco (DWD), disponibile sia su scala globale sia europea.
UKMO – Modello del Met Office britannico, utilizzato per confronti sinottici e verifica degli scenari evolutivi.
GEM (Global Environmental Multiscale Model) – Modello canadese (CMC), impiegato per confronti emisferici e valutazione di scenari alternativi.
ECMWF Monthly Outlook – Sistema ensemble mensile utilizzato per analizzare anomalie termiche, precipitazioni e principali pattern circolatori su scala europea.
Ensemble Forecasting (EPS/GEFS) – Sistemi multi-scenario utilizzati per valutare dispersione, probabilità evolutiva e grado di affidabilità degli scenari previsionali.
B / D – Indicazioni generiche presenti in alcune mappe modellistiche o nelle rappresentazioni delle anomalie climatiche.
B = Below normal → valori inferiori alla media climatologica di riferimento.
D = abbreviazione contestuale, da interpretare in base alla legenda della mappa (es. Day, Dew Point o altri parametri specifici del prodotto utilizzato).
Climatologia di riferimento – Normale climatologica WMO 1991–2020, utilizzata come riferimento per il confronto delle anomalie termiche e precipitazioni.
Anomalie termiche (850 hPa) – Rappresentano lo scostamento previsto delle temperature in libera atmosfera rispetto alla climatologia; parametro fondamentale per individuare ondate di calore, intrusioni più fresche e principali pattern atmosferici.
Anomalie precipitazioni (%) – Espresse come scostamento percentuale rispetto ai valori medi climatici del periodo di riferimento.
Spread ensemble – Misura la dispersione delle diverse simulazioni modellistiche: spread elevato indica maggiore incertezza previsionale, mentre spread ridotto suggerisce uno scenario più stabile e affidabile.
B = Below normal → valori inferiori alla media climatologica di riferimento.
D = abbreviazione contestuale, da interpretare in base alla legenda della mappa (es. Day, Dew Point o altri parametri specifici del prodotto utilizzato).
Climatologia di riferimento – Normale climatologica WMO 1991–2020, utilizzata come riferimento per il confronto delle anomalie termiche e precipitazioni.
Anomalie termiche (850 hPa) – Rappresentano lo scostamento previsto delle temperature in libera atmosfera rispetto alla climatologia; parametro fondamentale per individuare ondate di calore, intrusioni più fresche e principali pattern atmosferici.
Anomalie precipitazioni (%) – Espresse come scostamento percentuale rispetto ai valori medi climatici del periodo di riferimento.
Spread ensemble – Misura la dispersione delle diverse simulazioni modellistiche: spread elevato indica maggiore incertezza previsionale, mentre spread ridotto suggerisce uno scenario più stabile e affidabile.