Febbraio 2026
🍁 FEBBRAIO 2026 – Analisi Climatica e Proiezioni Sinottiche
🔎 DINAMICHE STAGIONALI: ESPLORANDO ANOMALIE E SCENARI FUTURI
🔎 DINAMICHE STAGIONALI: ESPLORANDO ANOMALIE E SCENARI FUTURI
🛰️ Ultimo aggiornamento:
24 gennaio 2026
– 👉 Avvio mite e variabile; possibile evoluzione più fredda nella fase successiva.
🌍 Rubrica sulle tendenze climatiche stagionali in Italia con mappe delle anomalie meteorologiche.
🌀 FEBBRAIO 2026 – Previsioni e Tendenze in Italia e Nord Italia
📍 Aggiornamento a cura della redazione meteo
📆 Febbraio 2026
Il mese di dicembre ha ricalcato solo parzialmente la tendenza stagionale, con un passaggio invernale nella prima parte risultato rapido e poco incisivo, senza ricadute durature. Più corrette invece le linee previsionali relative alla seconda e ultima parte del mese, caratterizzate da maggiore zonalità.
La tendenza di gennaio si è invece mostrata ampiamente allineata all’outlook precedente, con una fase più fredda di tipo meridiano collocabile nella prima metà del mese, seguita da una progressiva mitigazione della circolazione atmosferica.
Alla luce di questo percorso stagionale, febbraio si inserisce come un mese di transizione avanzata, con segnali di mitigazione iniziale ma con la possibilità di un ritorno a condizioni invernali nella parte finale.
📊 Scenario generale e dinamica atmosferica attesa
Secondo le attuali elaborazioni modellistiche, febbraio 2026 potrebbe essere caratterizzato da:
- una prima fase mite e spesso stabile,
- con depressioni collocate a Sud-Ovest del continente europeo,
- e l’anticiclone in graduale espansione sul Mediterraneo centro-occidentale, in grado di marginalizzare il freddo verso l’Europa orientale.
In questo contesto, le giornate risulterebbero frequentemente soleggiate e asciutte, con passaggi instabili limitati e rapidi.
Tuttavia, il quadro non appare definitivamente chiuso: un possibile ritorno dell’inverno resta ipotizzabile nella seconda parte del mese, qualora si verificasse una riattivazione delle correnti settentrionali o nord-orientali.
🧭 Comparazione con il precedente outlook
Il precedente outlook evidenziava un gennaio freddo nella prima parte, sotto correnti artiche, seguito da una mitigazione: scenario che si è rivelato coerente.
Per febbraio, la tendenza conferma una prima decade o prima metà mite e stabile, ma lascia aperta la possibilità di una seconda fase più fredda, in linea con un’evoluzione stagionale non ancora definitivamente primaverile.
🌡 TENDENZA METEO – FEBBRAIO 2026 AL NORD ITALIA
🗓️ Evoluzione sinottica attesa sul Nord Italia
📍 Prima decade (1–10 febbraio)
Il mese esordirebbe con piovaschi su Liguria e basso Piemonte, mentre sul resto del Nord prevarrebbero ampie schiarite.
Per gran parte della prima decade il tempo risulterebbe:
- stabile e soleggiato,
- con solo fenomeni transitori sulle Alpi,
- temperature generalmente miti per il periodo.
📍 Seconda decade (11–20 febbraio)
Attorno al 12–13 febbraio, un veloce impulso instabile potrebbe determinare:
- rovesci e qualche temporale su Est Piemonte e Lombardia,
- rapido trasferimento dei fenomeni verso Emilia e Triveneto,
- nevicate sulle Alpi nord-orientali oltre i 1200 m.
Successivamente, tra 14 e 15 febbraio, tornerebbero schiarite e condizioni di bel tempo.
Dal 16–17 febbraio potrebbe svilupparsi una depressione sottovento alle Alpi, inizialmente accompagnata da:
- richiamo di correnti miti,
- seguito da un ingresso di aria molto fredda.
In tale fase, rovesci anche temporaleschi attraverserebbero il Nord, con:
- fiocchi in collina sulla Romagna attorno al 17,
- fenomeni generalmente rapidi e transitori.
📍 Terza decade (21–28 febbraio)
Tra il 19 e il 21 febbraio è atteso un periodo stabile e rigido, con:
- estese brinate notturne,
- ad eccezione del Nord-Ovest (Piemonte), dove potrebbe verificarsi una rapida ascesa termica.
Nell’ultima parte del mese non si esclude:
- un nuovo peggioramento,
- anticipato da correnti di Libeccio,
- seguito da un possibile afflusso di aria artica.
✅ Sintesi mensile Nord Italia
Febbraio 2026 al Nord Italia potrebbe risultare:
- mite e stabile nella prima parte,
- più dinamico e freddo nella seconda,
- con ritorni invernali non continui ma localmente incisivi.
🌐 Situazione teleconnettiva – Inverno 2026
Nella parte finale della stagione invernale emerge un elemento chiave:
la progressiva decadenza della Niña, non più sostenuta dalle acque sottosuperficiali, che mostrano un sensibile riscaldamento.
la progressiva decadenza della Niña, non più sostenuta dalle acque sottosuperficiali, che mostrano un sensibile riscaldamento.
Questo assetto potrebbe favorire:
- una ripartenza della convezione MJO,
- con possibile innesco di un SSW di tipo major nella seconda parte di febbraio.
In tale scenario, sorprese fredde anche incisive non risultano da escludere in coda stagionale.
🔮 Tendenza successiva
La stagione invernale potrebbe concludersi con:
- fasi fredde e ventose,
- alternate a temporanee risalite miti,
- legate allo sfondamento occidentale dell’aria artica, in un contesto ancora dinamico ma sempre più primaverile.

Carta delle anomalie mensili sull’Italia: sintesi delle principali deviazioni climatiche attese su scala locale per febbraio 2026.

Carta delle anomalie termiche a 850 hPa (1500 m) previste dal modello CFSv2 per febbraio 2026.
✍️ Nota tecnica – Febbraio 2026
Le proiezioni per febbraio 2026 sono state elaborate integrando:
• dati ensemble da ECMWF Monthly Outlook e simulazioni stagionali CFSv2,
• confronto con le medie climatologiche WMO 1991–2020,
• analisi del dataset locale MeteoCantù 2007–2025, utile per la valutazione delle anomalie a scala brianzola e lombarda,
• contributi da reti di osservazione regionali (ARPA) e prodotti satellitari multisorgente,
• monitoraggio continuo dei principali indici teleconnettivi emisferici, particolarmente rilevanti nella fase finale della stagione invernale.
• confronto con le medie climatologiche WMO 1991–2020,
• analisi del dataset locale MeteoCantù 2007–2025, utile per la valutazione delle anomalie a scala brianzola e lombarda,
• contributi da reti di osservazione regionali (ARPA) e prodotti satellitari multisorgente,
• monitoraggio continuo dei principali indici teleconnettivi emisferici, particolarmente rilevanti nella fase finale della stagione invernale.
In particolare si evidenziano:
– ENSO–CP in progressiva decadenza, non più sostenuto dalle acque sottosuperficiali, con tendenza a un indebolimento della Niña,
– possibile riattivazione della MJO, favorita dal riscaldamento tropicale,
– QBO orientale, ancora in grado di modulare la propagazione delle onde planetarie,
– segnali di rafforzamento della circolazione Brewer–Dobson, con maggiore trasporto di ozono verso le alte latitudini,
– conseguente aumento della probabilità di disturbi stratosferici, con possibile SSW di tipo major nella seconda parte del mese,
– quadro del Vortice Polare potenzialmente più vulnerabile nella fase finale dell’inverno, dopo una prima parte di stagione dominata da circolazione zonale.
– possibile riattivazione della MJO, favorita dal riscaldamento tropicale,
– QBO orientale, ancora in grado di modulare la propagazione delle onde planetarie,
– segnali di rafforzamento della circolazione Brewer–Dobson, con maggiore trasporto di ozono verso le alte latitudini,
– conseguente aumento della probabilità di disturbi stratosferici, con possibile SSW di tipo major nella seconda parte del mese,
– quadro del Vortice Polare potenzialmente più vulnerabile nella fase finale dell’inverno, dopo una prima parte di stagione dominata da circolazione zonale.
👉 L’attendibilità delle proiezioni è da considerarsi media–bassa, tipica della fase di transizione invernale avanzata, con margini di revisione legati soprattutto all’evoluzione della MJO e all’eventuale insorgenza di disturbi stratosferici, elementi chiave per eventuali ritorni di condizioni invernali tardive sul comparto europeo.
📑 Legenda indici e sigle meteorologiche 🌀
🌊 Indici teleconnettivi
- ENSO (El Niño–Southern Oscillation) – Include El Niño (fase calda, ONI ≥ +0.5 °C) e La Niña (fase fredda, ONI ≤ −0.5 °C).
- NAO – Δ pressione Azzorre–Islanda. NAO+: jet teso; NAO−: flusso ondulato/affondi.
- AO – Oscillazione Artica. AO+: freddo confinato; AO−: scambi meridiani/irruzioni.
- QBO – Inversione venti stratosferici equatoriali ~14 mesi (ciclo ~28 mesi).
- IOD – Differenza SST ovest–est Indiano. IOD+: ovest più caldo; IOD−: opposto.
- MJO – Onde convettive tropicali 30–60 giorni.
📊 Parametri dinamici e diagnostici
- VP – Vorticità Potenziale o Pressione di vapore.
- CAPE / MLCAPE – Energia convettiva disponibile.
- CIN – Inibizione convettiva (“coperchio”).
- Shear (0–6 km / 0–1 km) – Variazione vento con quota.
- PWAT / TPW – Acqua precipitabile totale.
- LI – Lifted Index (negativo = instabilità).
- T850 / T500 – Isoterme a 850/500 hPa.
- Z500 / GPT 500 – Geopotenziale a 500 hPa.
- SLP – Pressione al livello del mare.
- QPF – Precipitazione prevista.
- LCL / LFC / Θe – Livelli convettivi / energia-umidità.
⛈️ Fenomeni e configurazioni
- Downburst – Raffiche lineari da downdraft violento.
- Jet stream ondulato – Getto con onde di Rossby.
- Goccia fredda / Cut-off – Minimo freddo isolato in quota.
- Saccatura / Affondo – Intrusione fredda verso sud.
- Promontorio subtropicale (africano) – Rimonta calda/afa.
- Prefrontale – Fase mite/ventosa pre-fronte.
- Linea di convergenza – Trigger convettivo nei bassi strati.
- Stau / Ombra pluviometrica – Sollevamento / ricaduta.
- Föhn – Ventilazione secca e calda sottovento.
- Derecho / Bow echo – Linee temporalesche con danni estesi.
📡 Modelli numerici di previsione
- ECMWF – modello europeo del Centro Europeo per le Previsioni a Medio Termine, tra i più affidabili per medio termine (fino a 10–15 giorni).
- GFS (Global Forecast System) – modello americano NOAA, previsioni globali fino a 16 giorni.
- CFS (Climate Forecast System) – modello stagionale NOAA, usato per proiezioni mensili e stagionali.
- ICON (Icosahedral Nonhydrostatic) – modello tedesco DWD, utilizzato su scala globale ed europea.
- UKMO – modello inglese del Met Office, spesso usato per confronti sinottici a medio termine.
- GEM (Global Environmental Multiscale Model) – modello canadese (CMC), utilizzato per confronti con ECMWF e GFS.
📝 Note aggiuntive
- B & D – Non è una sigla unica. B = “Below normal”; D = abbreviazioni varie (Day, Dew Point…).
- Climatologia di riferimento – Normale WMO 1991–2020.